Luigi Di Ruscio


Sono senza lavoro da anni
e mi diverto a leggere tutti i manifesti
forse sono l’unico che li ragiona tutti
per perdere il tempo che non mi costa nulla
e perché sono nato non sta scritto in nessuna stella
neppure dio lo ricorda.
Gioco alla sisal
e ragiono sulla famosa catena
ma ormai poco mi lascia sperare ai miracoli
sarebbe meglio berli
i soldi che gioco per sperare un poco.
Tutti i giorni vado all’ufficio del lavoro
ed oggi vi erano due donne a riportare il libretto
ma le hanno consolate
gli hanno detto che per loro è più facile
potranno sempre trovare un posto da serve.
Poi sono rimasto sino alla sera ai giardini pubblici
una coppia si baciava
anch’io su quel sedile ho avuto una donna
ora ho lo sguardo di una che vorresti
che scivola dai capelli alle scarpe
per scoprirti che sei uno straccione.
Lavoravo poi tornavo a casa sulla bicicletta, pieno d’entusiasmo
dormivo di un sonno profondo
e alle feste con la donna
che ho lasciato per farla sempre aspettare
ora l’insonnia sino all’alba
poi un sonno d’incubi.
Avevo pensato di farla finita
se resisto è per la speranza che cambierà
ma ormai ho qualche filo bianco
senza una sposa e un figlio
solo questo vorrei questo sogno da pazzi.

Poesie scelte 1953-2010 (Marcos y Marcos, 2019), a cura di M. Gezzi

Luigi Di Ruscio


in questi anni ottanta
immagino che posso scrivere poesie come fosse il 1953
i mezzadri ancora urlavano per i nuovi patti colonici
armato di un binocolo da teatro scrutavo i satelliti di Giove
scruto una cosmoagonia così almeno andavo dicendo
nonostante che la speranza era tutta volante
e vivevo quasi completamente
in quella speranza leggero e volante come ero
(addomesticare maiali è facile basta
avere le tasche piene di scorze di patate)
vidi l’ultimo dirigibile volare tranquillamente nell’aria nostra
fui preso da panico perché ero abituato a vedere l’inconsueto
l’inferno arde e non illumina arde e ottenebra
(ardet et non lucet)
e la poesia come illuminazione non è possibile
se non siamo tutti attenebrati

Poesie scelte. 1953-2010 (Marcos y Marcos, 2019)

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