Arthur Rimbaud

Sensation

Par les soirs bleus d’été j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue :
Rêveur, j’en sentirai la fraicheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas ; je ne penserai rien.
Mais l’amour infini me montera dans l’âme ;
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature,—heureux comme avec une femme.

*

Sensazione

Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri,
Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi,
E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo.

Non dirò niente, non penserò niente: ma
L’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro
Nella Natura – felice come con una donna.

 

The love book – Le più belle poesie d’amore (Mondadori, 2012), a cura di G. Casati

Nazim Hikmet

Nazım-Hikmet

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi
pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

 

Poesie d’amore (Mondadori, 2002), trad. it. J. Lussu, V. Mucci

Valentino Zeichen

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© Foto di Dino Ignani

Il poeta

Presumibilmente,
sembro un poeta di elevata rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro del “cuore”.
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la purezza, la ricchezza
e gli sport invernali
stazionano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.

 

Poesie 1963-2014 (Mondadori, 2015)

 

Yves Bonnefoy

yves bonnefoy

La Beauté

Suis-je belle, ô mortels,
Comme un rêve de pierre ? Non, ce n’est pas
Ce triste assentiment que j’attends de vous.
L’enfant pleure sur le chemin et je l’oublie,

Ne suis-je la beauté
Que parce que je flatte votre rêve?
Non, j’ai au fond de moi des yeux grand ouverts,
Je suis tapie, effrayée, je suis prête

À me jeter en avant, à griffer,
Ou à faire la morte si je sens
Que ma cause est perdue dans vos regards.

Demandez-moi d’être plus que le monde.
Souffrez que je ne sois que ce corps inerte,
Pansez-moi de vos vœux, de vos souvenirs.

*

La Bellezza

Sono bella, o mortali,
Come un sogno di pietra? No, non è
Questo triste assenso che mi aspetto da voi.
Il bambino piange sul sentiero e lo dimentico,

Sono la bellezza
Solo perché stuzzico il vostro sogno?
No, ho in fondo a me degli occhi spalancati,
Io sono nascosta, spaventata, sono pronta

A scagliarmi in avanti, a graffiare,
O a fare la morta se sento
Che la mia causa è persa nei vostri sguardi.

Chiedetemi di essere più del mondo.
Patite che io non sia che questo corpo inerte,
Curatemi con i vostri auspici, con i vostri ricordi.

 

L’ora presente (Mondadori, 2013), trad. it. F. Scotto

Maria Luisa Spaziani


L’antica pazienza

a mia madre

Tu che conosci l’antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch’io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo ha ridotto in cenere.
Ma è cenere di pane scuro, sacro,
– quello che alimentavi col tuo soffio
nel forno buio della guerra – e reca
imperitura in sé la filigrana
dei tuoi ciliegi dilaniati.
L’allegria rialza la sua cresta
di galletto sui borghi desolati,
come il lillà che ti cresce alle spalle
passo a passo, baluardo sul massacro.
Raccogli ancora e sempre il pigolante
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della chiglia.
Nessuno è senza casa se l’attende
a sera la tua voce di conchiglia.

Tutte le poesie (Mondadori, 2012)

Kateryna Babkina


Senape

Lo zucchero delle mele si posa sui vetri d’ottobre,
Il profumo dell’erba insieme con l’erba vive nel sottotetto
Possiamo diventare pini, possiamo dormire
Sull’erba bagnata, ma i pini non saranno per questo più vicini.
Rosa spina scarlatta, infuso morato di foglie di quercia,
Le pere marcite nel bosco cadon col vento rombanti.
Possiamo fare di più, dal bosco ricavare una casa.
Ma la casa non sarà per questo più calda e più abituale.
Siamo estranei e ridicoli, rumorosi e folli,
Che pena, le piogge attente di notte, inafferrabili.

Poeti d’Ucraina (Mondadori, 2022), a cura di A. Achilli e Y. G. Possamai.

Vittorio Sereni

Ph. Pino Grossetti
Nebbia

Qui il traffico oscilla
sospeso alla luce
dei semafori quieti.
Io vengo in parte
ove s’infolta la città
e un fiato d’alti forni la trafuga.
Chiedo al cuore una voce, mi sovrasta
un assiduo rumore
di fabbriche fonde, di magli.

E il tempo piega all’inverno.
Io batto le strade
che ai giorni delle volpi gentili
autunno di feltri verdi fioriva,
i viali celesti al dopopioggia.
Al segno di luce si libera il passo
e indugia l’anno, su queste contrade.
S’illumina a uno svolto un effimero sole,
un cespo di mimose
nella bianchissima nebbia.

Tutte le poesie (Mondadori, 2023)

Isabella Leardini

Ph. Valentina Solfrini

Sono stati per un attimo nell’onda
la luce più brillante dell’estate.

Corrente muta nella stanza buia
filo di conchiglie che trema
vetro irreparabile, segreto
che conosce solamente chi ce l’ha.

Certi bambini tornano da soli
con una bicicletta nella pioggia
si portano nell’aria come un peso
la cosa ingarbugliata senza nome
hanno avuto il coraggio di chiamarla
ma nessuno ha creduto davvero
che fossero capaci di rifarla
l’hanno messa sul fondo della tasca
nell’angolo del loro occhio azzurro.

Chi la vede luccicare dalla stoffa
sa che un giorno la ritireranno fuori
per stringerne il lato affilato
scagliarla sull’acqua del fiume
cadendo dall’ultimo piano
sentirla finalmente rimbalzare.

Maniere nere (Mondadori, 2025)

Salvatore Quasimodo


Estate

Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2017)

Wallace Stevens


On the road home

It was when I said,
“There is no such thing as the truth,”
That the grapes seemed fatter.
The fox ran out of his hole.

You… You said,
“There are many truths,
But they are not parts of a truth.”
Then the tree, at night, began to change,
Smoking through green and smoking blue.
We were two figures in a wood.
We said we stood alone.

It was when I said,
“Words are not forms of a single word.
In the sum of the parts, there are only the parts.
The world must be measured by eye”;

It was when you said,
“The idols have seen lots of poverty,
Snakes and gold and lice,
But not the truth”;

It was at that time, that the silence was largest
And longest, the night was roundest,
The fragrance of the autumn warmest,
Closest and strongest.

 

*

 

Sulla via di casa

Fu quando dissi:
“La verità non esiste”
che i grappoli parvero più grossi.
La volpe corse fuori dalla tana.

Tu… Tu dicesti:
“Vi sono molte verità,
ma non sono parti di una verità”.
Allora l’albero, di notte, cominciò a cambiare,
fumando nel verde e fumando blu.
Eravamo due figure in un bosco.
Dicemmo che ci sostenevamo da soli.

Fu quando dissi:
“Le parole non sono forme di una singola parola.
Nella somma delle parti, vi sono solo le parti.
Il mondo deve essere misurato ad occhio”;

fu quando dicesti:
“Gli idoli hanno visto molta povertà,
serpenti, oro e pidocchi,
ma non la verità”;

fu allora che il silenzio fu più largo
e più lungo, la notte più rotonda,
la fragranza dell’autunno più calda,
più vicina e più forte.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2015), trad. it. M. Bacigalupo.

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