Eileen Myles


La faccia

L’altra notte
ho parlato con te
al telefono
di piedi.
Ma la faccia
è molto più
sorprendente.
Sarà mia
tutta la vita
e ti dirà
chi sono.
Con la sua bocca
e gli occhi.
Con il suo naso
esprimerà
disdegno e
piacere.
Il suo naso è
il suo sesso. Cerca
di decidere se
gli piaci o no. Gli piaci!
E adesso gli occhi
possono mostrarlo.
Gli occhi sono imbarazzati
sono stati feriti
e temono di poter
essere letti, ma
la faccia si sente fiera
e non chiuderà
gli occhi non può
essere così prevedibile.
Può solo sperare.
La bocca continua:
stai scherzando
non ti credo! e si protende
e si abbassa.
La bocca pensa
che sei forte. Ride
e mostra i denti.
Piaci alla bocca.
La bocca ti vede
e sorride. Ma gli occhi
sono stati feriti e
adesso devono distogliersi
per non mostrare le lacrime.
Quell’umidità rivelatrice.
La bocca ha parole
ha grandi parole
ma sta imparando
a non parlare
sempre
ma tipo a
guardare soltanto.
E quando
sa, – come
lo saprà?
Ascolterà
con le orecchie.
Smetterà di ascoltare
e penserà.
Ascolterà
molte altre
grandi bocche.
Le orecchie sono forse
le più vicine
al cuore il modo in cui
il naso
fa sesso
e gli occhi
sanno la verità.
La faccia, è
così buona. E’
come una grande
lampada umana
un globo d’amore
e tuttavia così
capace
di crudeltà.

Not me, Semiotext(e) 1991, trad. it. Marilena Renda

Marilena Renda


Non avevo mai visto una casa,
quindi la trovai spaventosa.
Venivamo da una tana,
conoscevo solo tane.
Mia madre non aveva più lo sguardo del terremoto,
la gonna sgualcita e lo sguardo verso il basso
di quelli che provano a fare ordine nel terrore.
Le madri sono buone, buone come la terra
e la terra è buona anche quando non lo è affatto.
Il loro regno è potente e silenzioso
e nel sangue hanno la quiete della morte.

Fate morgane (L’arcolaio, 2020)

Marilena Renda


La fine della storia è dove c’è la firma
di chi l’ha scritta, lo scrittore, l’autore.
Non so la fine e nemmeno l’inizio,
ma anche se chiedi agli altri,
non te lo dirà nessuno,
qui tutti usano concetti relativi
e comandano di saperli a mente.
Ma molte cose sono se stesse per convenzione,
nient’altro. Potrebbero in un attimo
diventare qualcos’altro, senza per questo
soffrire più di tanto.
Sono nato da una donna,
ma ho imparato tutto dalle locuste.
Se così fosse nessuno potrebbe dire niente.
Ho visto mio padre con un’altra donna, e poi ho perso la visione.
Devo stare fermo tutto il giorno,
ma a un certo punto – forse – potrò muovermi.


Poesia d’oggi. Un’antologia italiana
(Elliot, 2016)

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