Aleksandr Blok


Tutto morirà sulla terra – e la madre, e la gioventù,
La moglie tradirà, e scomparirà l’amico,
Ma tu impara ad assaporare un’altra dolcezza,
Guardando al freddo circolo polare.

Prendi la tua barca, arriva al polo lontano
Su pareti di ghiaccio – e sommesso dimentica
Coma là si amava, si periva e si lottava…
E dimentica l’antica terra delle passioni.

E ai sussulti del freddo lento
Abitua l’anima stanca
Affinché qui non le occorra niente
Quando da là sgorgheranno i raggi.

 

7 settembre 1909

Rivista “Poesia” (n. 60, marzo 1993), traduzione di Paolo Galvagni

Buona estate da Interno Poesia


Care lettrici e cari lettori,

da oggi Interno Poesia entra in pausa estiva. Ci prendiamo qualche giorno per ricaricare le energie sulle nostre coste salentine, prima di tornare in redazione nel cuore dell’estate per preparare i libri che arriveranno da settembre e quelli che stanno già prendendo forma. Le pubblicazioni quotidiane del blog riprenderanno lunedì 31 agosto. Da fine luglio a fine agosto continueremo a condividere sui nostri canali social alcune delle poesie che abbiamo amato di più.

Nel frattempo vi auguriamo un’estate serena, ricca di letture, di silenzi e di poesia.

Buona estate!

Cesare Pavese

Cesare Pavese ritratto da Ghitta Carell

Estate

C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

Lavorare stanca (Interno Poesia Editore, 2021)

 

Iosif Brodskij

Se c’è qualcosa da cantare è il cambio del vento,
quando da ovest si fa a est, e, gelando, la fronda
a sinistra si sposta, con scricchi di malcontento,
e la tua tosse sulla piana vola ai boschi del Dakota.
A mezzogiorno si può impugnare il fucile e a ciò che nel campo
sembra una lepre sparare, con quel colpo aumentando
la frattura fra la penna che muovendosi a contrattempo
scrive questi versi e quello che sul bianco
lascia tracce nere. A volte mano e testa
si fondono, senza diventare verso,
ma al suono della tua propria voce, rotolante sull’erre,
tendendo l’orecchio, come parte di un centauro.

Poesie. 1972-1985 (Adelphi, 1986), a cura di G. Buttafava.

Evaristo Seghetta Andreoli

Ph. Alessandra Tardio

Un settembre

Non so chi mi abbia regalato questa
bottiglia di vino, era lì tra i doni
di Natale, nell’anonimo cesto
delle ombre. Ora senza tappo e privata
di filtri, essa già diffonde l’aroma
imprigionato e il profumo d’un altro
mese, un settembre di molti anni fa.

Troppi i miei settembre dimenticati
i miei mesi tutti uguali e confusi
in un magma incolore, ma qualcuno
riaffiora, uno di certo per amore.

Epiloghi (Interno Poesia Editore, 2025)

Interno Poesia entra in pausa estiva

Care lettrici e cari lettori,

da oggi il blog internopoesia.com entra in pausa estiva. Noi ci fermiamo qualche giorno per ricaricare le energie sulle nostre spiagge salentine, per poi tornare in redazione nel bel mezzo dell’estate e prepararci ai libri che usciranno da settembre in poi (e a quelli che stanno già prendendo forma). Le pubblicazioni quotidiane del blog riprenderanno lunedì 1 settembre, ma da fine luglio a fine agosto continueremo a condividere sui social alcune delle poesie che abbiamo amato di più.

Nel frattempo, buona estate e buona poesia!

Joséphine Bacon

Ph. Marjorie Guindon

Il mio dolore,
diventato rimorso,
è il lungo castigo
che curva la mia schiena.
La mia schiena somiglia
a una montagna sacra,
piegata dall’aver amato
tante volte.

 

Ma douleur,
devenue remord,
est le long châtiment
qui courbe mon dos.
Mon dos ressemble
à une montagne sacrée,
courbée d’avoir aimé
tant de fois.

Nikassenitamun katshi / nishtutaman ekue / shikatenimuian. //
Kashikat nushtueniten / eshinakuak nitinniun / nimateniten nuash /
nishpishkunit.

Innue. Poesie 2009-2018 (Interno Poesia Editore, 2025), cura e traduzione di Francesca Maffioli

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Interno Poesia al Salone del Libro di Torino 2025

Care lettrici e cari lettori,
dal 15 al 19 maggio vi aspettiamo al Salone del Libro di Torino con il nostro catalogo, le novità editoriali, le borse e i taccuini di Interno Poesia, gli incotri in programma, i firmacopie, le autrici e gli autori della casa editrice.

Dove trovarci
Padiglione 2 – Stand K05

I nostri eventi
Venerdì 16 maggio, ore 16:00 – Sala Malva
Omaggio a Hope Mirrlees, dal libro “Parigi”
Con Nicoletta Asciuto e Carmen Concilio
Link evento: https://www.salonelibro.it/…/omaggio_a_hope_mirrlees/12654

Lunedì 19 maggio, ore 13:45 – Sala Avorio
“La voce di blu” di Andrea Bosca
Con l’autore e Francesco Napoli
Link evento: https://www.salonelibro.it/programma…/andrea_bosca/13334

Paul Éluard

Paul Éluard Ph. © Henri Martinie / Roger-Viollet

Al primo lampo le tue mani hanno capito
Erano una cortina di fosforo
Hanno capito la mimica stellata
Dell’amore e il suo splendore notturno
Gola d’ombra dove gli occhi del silenzio
Si aprono e bruciano.

*

Au premier éclat tes mains ont compris
Elles étaient un rideau de phosphore
Elles ont compris la mimique étoilée
De l’amour et sa splendeur nocturne
Gorge d’ombre où les yeux du silence
S’ouvrent et brûlent.

L’amore la poesia (Interno Poesia Editore, 2025), a cura di S. Serri e J.C. Vegliante

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Rupert Brooke


Dubbi

Quando dorme, la sua anima, lo so,
Vagabonda per l’aria,
Con ali dove io mai potrei andare,
E la lascia distesa, immobile e bella
Ad aspettare, svuotata, in disparte,
Come un abito posato su una sedia…
Questo lo so, pure ho anche
Dubbi impossibili da cancellare.

Perché, se l’anima è altrove,
Qualcosa le turba il viso?
E, di nulla consapevole o attento,
Le siede dietro le cortine degli occhi,
Cos’è, nell’eclissi del sé,
Con ombre tenere e fugaci,
Agli angoli delle labbra,
Il sorriso che è la sua essenza?

E se lo spirito manca,
Cos’è questo profumo nei capelli?

*

Doubts

When she sleeps, her soul, I know,
Goes a wanderer on the air,
Wings where I may never go,
Leaves her lying, still and fair,
Waiting, empty, laid aside,
Like a dress upon a chair…
This I know, and yet I know
Doubts that will not be denied.

For if the soul be not in place,
What has laid trouble in her face?
And, sits there nothing ware and wise
Behind the curtains of her eyes,
What is it, in the self’s eclipse,
Shadows, soft and passingly,
About the corners of her lips,
The smile that is essential she?

And if the spirit be not there,
Why is fragrance in the hair?

Poesie (Interno Poesia Editore, 2025), a cura di Paola Tonussi

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