Buona estate da Interno Poesia


Care lettrici e cari lettori,

da oggi Interno Poesia entra in pausa estiva. Ci prendiamo qualche giorno per ricaricare le energie sulle nostre coste salentine, prima di tornare in redazione nel cuore dell’estate per preparare i libri che arriveranno da settembre e quelli che stanno già prendendo forma. Le pubblicazioni quotidiane del blog riprenderanno lunedì 31 agosto. Da fine luglio a fine agosto continueremo a condividere sui nostri canali social alcune delle poesie che abbiamo amato di più.

Nel frattempo vi auguriamo un’estate serena, ricca di letture, di silenzi e di poesia.

Buona estate!

Interno Poesia al Salone del Libro di Torino 2026

Care lettrici e cari lettori,
da giovedì 14 a lunedì 18 maggio vi aspettiamo al Salone del Libro di Torino con il nostro catalogo, le novità editoriali, le borse e i taccuini, gli incontri e i firmacopie in programma con le autrici e gli autori di Interno Poesia e Interno Libri.

Dove trovarci
Padiglione 2 – Stand K05

Incontri in programma

Domenica 17 maggio, ore 13:00 – Sala Malva
Omaggio a Giovanna Sicari, dal libro “Tutte le poesie”
Con Sara Vergari e Isabella Leardini
Link all’evento: https://www.salonelibro.it/programma-eventi/omaggio_a_giovanna_sicari/19212

Firmacopie in stand

Giovedì 14 maggio
Ore 17:00 con Riccardo Mey

Venerdì 15 maggio
Ore 15:00 con Alessandra Racca

Sabato 16 maggio
Ore 15:00 con Mauro Liggi
Ore 15:30 con Valerio Grutt
Ore 16:00 con Ilaria Palomba
Ore 17:00 con Giuseppina Biondo
Ore 17:30 con Beatrice Zerbini

Domenica 17 maggio
Ore 16:00 con Mario Saccomanno

Lunedì 18 maggio
Ore 12:00 con Silvio Raffo

A presto!

Edoardo Lopriore

Ho bisogno di intermezzi
cuoio battuto a incudini d’aria
mendicate agli aironi sui contorni del vento.

Vivo solo sincopato
interseco i passi abusando
l’a-capo. Mi insegni
che volere è peccato
trovare un vezzo
la ricerca
due corsie per viaggiare.

Poserò l’armonica nel secondo cassetto
non chiederò altro al maestrale d’inverno.
Ascolteremo ancora le colonne del cielo
mi porgerai i palmi:

cercavi una voce e hai trovato
due polsi a cui stringerti.

Alterøego (Interno Poesia, Ritratti di Poesia, 2025)

Interno Poesia a Più Libri Più Liberi 2025

Care lettrici e cari lettori,
da giovedì 4 a lunedì 8 dicembre vi aspettiamo a Più libri più liberi, al centro congressi “La Nuvola” di Roma, con le novità editoriali, i libri più amati, le shopper e i taccuini, gli incontri e i firmacopie con le nostri autrici e i nostri autori.

Ci trovate allo STAND A21

Incontri in programma:

-Venerdì 5 dicembre, ore 15:00 – Sala Giove
“Onora la figlia” di Anna Segre
Con l’autrice e Manuela Fraire

-Sabato 6 dicembre, ore 12:30 – Sala Venere
“Jacopo. Poesie 1994-2025” di Umberto Piersanti
Con l’autore, Paola Severini e Gianluca Nicoletti

Calendario firmacopie
Interno Poesia – Stand A21

-Giovedì 4 dicembre
Adriana Tasin con “Voragini d’azzurro” ore 12:00

-Venerdì 5 dicembre
Claudia Mencaroni con “Letargo” ore 11:00
Evaristo Seghetta Andreoli con “Epiloghi” ore 12:00
Anna Segre con “Onora la figlia” ore 16:00
Alessandra Cristofari con “Che tragedia i sentimenti” ore 17:30
Edoardo Lopriore con “Alterøego” ore 18:30

-Sabato 6 dicembre
Andrew Faber con “PAS – Persone Altamente Speciali” ore 11:00
Francesco Dalessandro con “Lasciati celebrare” ore 15:00
Ilaria Palomba con “Restituzione” ore 18:00

-Domenica 7 dicembre
Silvio Raffo con “L’estasi insicura” ore 11:00
Paola Tonussi con “Poesie di Rupert Brooke” ore 12:00

A presto!

Tracy K. Smith

Betty Blue

I have always been this beautiful
And this dead.

Like pages ripped from a passionate book,
I have always been stitched

To the inside of someone’s greatcoat,
Someone’s tender cheek.

From my soft cot, I look only up,
Never out, glad

For the implacable pale blue of this room
Where I’m bundled and belted down,

Waiting for something that happened long ago—
Before medicine, before intermission,

Before that warm weight above me or below,
Breathing and saying my name.

The shapes of words enter and play
At making sense. A globe

Of daylight, like a cat, caught
In tree boughs.

I wanted a different kind of pain. For it to come
From inside and want out

And to rip its way there, howling that fat, flat way
Life does.

To lift up my skirt and forget for once
What to expect.

*

Betty Blue

Sono sempre stata così bella
e così morta.

Come pagine strappate da un libro appassionante,
sono sempre stata cucita

dentro il cappotto di qualcuno,
alla tenera guancia di qualcuno.

Dal letto morbido, guardo solo in alto
mai fuori, felice

del celeste implacabile di questa stanza
dove sono bloccata e impacchettata,

aspettando qualcosa accaduto tempo fa –
prima della medicina, prima dell’intervallo,

prima di quel peso caldo sopra di me o sotto,
che respira e dice il mio nome.

Le forme delle parole entrano e giocano
a dare senso. Una sfera

di luce diurna, come un gatto intrappolato
tra i rami di un albero.

Volevo un dolore diverso. Che venisse
dall’interno e volesse uscire fuori

e si facesse strada, ululando in modo pieno,
piatto, come fa la vita.

Sollevare la gonna e dimenticare per un attimo
cosa aspettarmi.

La domanda del corpo (Interno Poesia Editore, 2025), a cura di Elena Strappato

Interno Poesia entra in pausa estiva

Care lettrici e cari lettori,

da oggi il blog internopoesia.com entra in pausa estiva. Noi ci fermiamo qualche giorno per ricaricare le energie sulle nostre spiagge salentine, per poi tornare in redazione nel bel mezzo dell’estate e prepararci ai libri che usciranno da settembre in poi (e a quelli che stanno già prendendo forma). Le pubblicazioni quotidiane del blog riprenderanno lunedì 1 settembre, ma da fine luglio a fine agosto continueremo a condividere sui social alcune delle poesie che abbiamo amato di più.

Nel frattempo, buona estate e buona poesia!

Interno Poesia al Salone del Libro di Torino 2025

Care lettrici e cari lettori,
dal 15 al 19 maggio vi aspettiamo al Salone del Libro di Torino con il nostro catalogo, le novità editoriali, le borse e i taccuini di Interno Poesia, gli incotri in programma, i firmacopie, le autrici e gli autori della casa editrice.

Dove trovarci
Padiglione 2 – Stand K05

I nostri eventi
Venerdì 16 maggio, ore 16:00 – Sala Malva
Omaggio a Hope Mirrlees, dal libro “Parigi”
Con Nicoletta Asciuto e Carmen Concilio
Link evento: https://www.salonelibro.it/…/omaggio_a_hope_mirrlees/12654

Lunedì 19 maggio, ore 13:45 – Sala Avorio
“La voce di blu” di Andrea Bosca
Con l’autore e Francesco Napoli
Link evento: https://www.salonelibro.it/programma…/andrea_bosca/13334

1ª poesia più letta del 2024

di Paola Tricomi

Raccontami cosa si prova
a portare alla bocca un bicchiere
calibrando bene il moto e il peso
tra labbra e polso,
e bere. Raccontami
com’è camminare
sentendo la terra sotto la pianta
e la tensione dei muscoli così leggeri,
correre e saltare.
Raccontami, se lo ricordi ancora,
il tempo in cui si gattona
e quello di un morso
alla mela mentre gocciola il succo sul braccio.
Raccontami, dal ricordo di un’immagine o d’invenzione:
com’è pettinarsi
e farsi scivolare un abito di seta,
mettersi il rossetto
per ammirare poi lo spettacolo della maschera.

Se allo specchio non ci riconosciamo
è perché non ci conosciamo;
se, pur vedendoci, non ci vediamo,
è perché vediamo.
La conoscenza sprofonda nel sonno,
la visione è cieca.
Solo l’anima conosce,
ma è una stella polare direttiva e altissima,
è una colonna vertebrale scissa,
avvolta nel bozzolo della cecità o rimozione.

Io con te non avrei fatto l’amore:
mi sarei scambiata l’anima.
Sul letto uno sopra l’altro
al bordo dell’abisso ridendo.
Contando le stelle per metterle in saccoccia
illudendoci d’eterno.
Ti avrei chiesto un’intervista a me stessa
dove io avrei scritto le domande
e tu le mie risposte.
Come due fanciulli,
come quando ci siamo lasciati.

Fiat (Interno Libri Edizioni, 2024)

Poesia pubblicata il 4 ottobre 2024

2ª poesia più letta del 2024

(Ph. Ruven Afanador for The New York Times)

di Sharon Olds

Ritorno al maggio 1937

Li vedo davanti ai cancelli dei loro college,
vedo mio padre che esce
sotto l’arco di arenaria ocra,
le piastrelle rosse che brillano come
piatti insanguinati dietro di lui,
vedo mia madre con qualche libro leggero al suo fianco
in piedi vicino al pilastro di mattoni,
il cancello di ferro battuto ancora aperto dietro di lei,
le punte di spada nere che brillano nell’aria di maggio,
stanno per laurearsi, stanno per sposarsi,
sono ragazzi, sono ingenui, tutto ciò che sanno è che sono
innocenti, non farebbero mai del male a nessuno.
Vorrei andare da loro e dire fermatevi,
non fatelo—lei è la donna sbagliata,
lui è l’uomo sbagliato, farete cose
che non potete nemmeno immaginare,
farete cose terribili ai vostri figli,
soffrirete in modo inimmaginabile,
vi augurerete la morte. Vorrei
andare da loro in quella luce di fine maggio e dirglielo,
il bel viso affamato di lei rivolto verso me,
il suo tenero, bellissimo corpo intatto,
il bel viso arrogante di lui rivolto verso me,
il suo tenero, bellissimo corpo intatto,
ma non lo faccio. Voglio vivere.
Li prendo come il maschio e la femmina delle bambole di carta
e li sbatto insieme contro i fianchi,
come schegge di selce, come per
far scoccare scintille, dico:
fate quello che state per fare, io lo racconterò.

 

*

 

I Go Back to May 1937

I see them standing at the formal gates of their colleges,
I see my father strolling out
under the ochre sandstone arch, the
red tiles glinting like bent
plates of blood behind his head, I
see my mother with a few light books at her hip
standing at the pillar made of tiny bricks,
the wrought-iron gate still open behind her, its
sword-tips aglow in the May air,
they are about to graduate, they are about to get married,
they are kids, they are dumb, all they know is they are
innocent, they would never hurt anybody.
I want to go up to them and say Stop,
don’t do it—she’s the wrong woman,
he’s the wrong man, you are going to do things
you cannot imagine you would ever do,
you are going to do bad things to children,
you are going to suffer in ways you have not heard of,
you are going to want to die. I want to go
up to them there in the late May sunlight and say it,
her hungry pretty face turning to me,
her pitiful beautiful untouched body,
his arrogant handsome face turning to me,
his pitiful beautiful untouched body,
but I don’t do it. I want to live. I
take them up like the male and female
paper dolls and bang them together
at the hips, like chips of flint, as if to
strike sparks from them, I say
Do what you are going to do, and I will tell about it.

 

Strike Sparks: Selected Poems 1980-2002, traduzione in italiano di Andrea Cati

 

Poesia pubblicata il 29 maggio 2024

5ª poesia più letta del 2024

di Rainer Maria Rilke

Come tratterrò mai l’anima mia,
in modo che la tua non tocchi? Come
al di sopra di te la leverò
verso altre cose? Ah, come vorrei
rinchiuderla in un luogo silenzioso
perduto nelle tenebre, distante,
che non vibri a sua volta quando vibrano
le tue profondità. Oh, che ogni cosa
che tocchi te e me ci prenda insieme,
al pari di un archetto che un sol suono
ottiene da due corde. In che strumento
carichi siamo di tensione? E quale
violinista ci tiene nella mano?
O dolce canto.

*

Liebes-Lied
Wie soll ich meine Seele halten, daß
sie nicht an deine rührt? Wie soll ich sie
hinheben über dich zu andern Dingen?
Ach gerne möcht ich sie bei irgendwas
Verlorenem im Dunkel unterbringen
an einer fremden stillen Stelle, die
nicht weiterschwingt, wenn deine Tiefen schwingen.
Doch alles, was uns anrührt, dich und mich,
nimmt uns zusammen wie ein Bogenstrich,
der aus zwei Saiten eine Stimme zieht.
Auf welches Instrument sind wir gespannt?
Und welcher Geiger hat uns in der Hand?
O süßes Lied.

Da Neue Gedichte (Nuove poesie), 1907.

Traduzione inedita di Luca Alvino.

Poesie pubblicata il 24 gennaio 2024

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