Damiana De Gennaro

Attraversamento cervi

Il segnale stradale dice, attenzione, attraversamento cervi. Sul ciglio della strada, al limite del bosco, travestita da cervo, aspetti che la notte scenda a darti ragione. Guardi le macchine passare, addormentate. I loro fari abbaglianti, addormentati, ti ricordano chi eri, chi volevi essere prima del sonnambulismo. Adesso ti copri di sangue finto, ti stendi sulla strada, ti fingi addormentata. Aspetti che io scenda dalla macchina per soccorrerti, con le corna rotte e tutto il resto. Ma io sono sveglia: vedo dal tuo buio, e non ti do ragione.

Inedito

Mirjam Frosth


Gufi nella palude

Abbiamo visto il volgersi dei colli
e gli occhi gialli aggrapparsi
ai rami sul retro dell’ospedale.
Tu hai detto devono essere venuti qui
come a raccogliere un presagio.
Non capivo questa tua espressione.

Ci siamo alzati al mattino presto con gli uccelli.
Un telefono ha squillato. Sono volati tutti via.

Ugglor I Mossen

We watched their winding necks
and yellow eyes as they gathered
along the branches behind the hospital.
You said, It’s some omen.
They’re here to collect.
I didn’t know that language from you.

We sat up into early morning with the birds.
A phone rang. They left all at once.

Inedito, trad. it. Damiana De Gennaro

Katabira Tsurane

Lana

 

Bevi caffè nero
da una piccola ciotola di ceramica,
parlando di correnti marine e venti forti:
è un’abitudine degli abitanti della penisola,
anche se ci sei stata solo una volta.
Tu e i tuoi amici
succhiate con una cannuccia di grano
da una grande tazza che contiene ghiaccio e latte
e ridete del mio stile stile continentale.

I diciassettenni finora mai usciti dalla foresta
tremano nel vedere il loro primo canale, la prima gondola,
la loro precisione.
Che si tratti di pigmenti, profumi o giochi di parole,
credono fermamente
che qualsiasi cosa provenga dalla penisola
sia la migliore.
Quando comprano pigmenti,
quando indicano melograni,
quando i tuoi amici ti chiamavano così, con disinvoltura—
rosso, rosso,
significa rosso,
ed è il segnale
per passare da un letto all’altro.

Foglie secche di fico,
vaniglia,
pelle scamosciata,
un luna park itinerante –

(la bottiglia che non hai portato indietro,
preoccupata di cosa
avrebbero pensato i tuoi amici)

Ogni abbraccio mi gela fino al midollo,
dalla schiena alla spalla,
dalla spalla al braccio.
La brutalità dei sedici anni
spezzerà il mio collo esile?
I tuoi amici non sanno
la forza che usano per immobilizzarti.
La prima volta era accanto a una finestra affacciata sul porto.
La seconda, di ritorno nella foresta,
dove burattini con i fili tagliati
aspettano davanti alla baita,
vestiti come i loro creatori,
di essere bruciati.

Errori,
argilla cotta,
maschere di vetro
con motivi di margherite –

(la donna che non sa dipingere siede
di fronte alla donna che non sa scrivere poesie,
a separarle, solo due tazze di caffé)

Cane, dovrei chiamarti così?
O dovrei farti voltare
chiamandoti con il tuo vero nome?
Con il viso ispessito
da cinque pagine di calendario,
piangi, dicendo che volevi solo sapere.
Da letto a letto,
chiamata ancora e ancora,
eri di chiunque.
Ma ora, con un uomo della terraferma
e un uomo con occhi neri come i miei,
condividi una sola coperta di lana,
dormendo mentre scopi,
scopando mentre dormi.

‘Rosso, Rosso,’
significa rosso—
curve intricate ma goffe
incise da lingua a lingua,
un segno di prova.

Piastrelle,
dolore all’arto fantasma,
sandalo –
canzoni che non riesco più a recitare a memoria.

Come infilare una mano in pieno inverno,
come afferrare i tuoi capelli,
come tirare una rete da pesca –

Se non appartieni a nessuno,
allora consolarti o distruggerti
dovrebbe essere facile.
Eppure ti volgi alle mie dita
(o forse alle perle finte
che porto sulle dita)
con uno sguardo asciutto,
come per decidere,
o per rimpiangere

(un soffio al mattino,
un soffio alla sera,)

La tua nuca invita il mio naso
perché il sangue si raccoglie lì, caldo

rosso, rosso,
sbiadito,
marcito,
come un dolce profumo sotto la neve.

Inedito, trad. it. Damiana De Gennaro

Tawara Machi

Ph. Akihiko Uemura

一年は短いけれど一日は長いと思っている誕生日
un anno
sembra breve,
un giorno
troppo lungo –
è il mio compleanno

*

にわか雨を避けて屋台のコップ酒人生きていることの楽しさ
per riparaci
dalla pioggia improvvisa
corriamo a bere
alcool economico –
è divertente essere vivi

*

やさしさをうまく表現できぬこと許されており父の世代は
sia perdonata
l’incapacità
di esprimere dolcezza
alla generazione
di mio padre

*

「元気でね」マクドナルドの片隅に最後の手紙を書きあげており
allora,
stammi bene –

gli scrivo
quest’ultima lettera
da un angolo del McDonald’s

L’anniversario dell’insalata (Interno Poesia Editore, 2024), cura e traduzione di Damiana De Gennaro

Scopri il libro

 

Damiana De Gennaro

L’insegna scolorita fujifilm
dall’interno della vetrina
affacciata sull’incrocio anonimo
sembra confidarti:

qui il moderno
è invecchiato troppo presto –
aveva un sogno grigio-rosa
troppo forte per esplodere

come una sola bubblegum.

 

Shibuya Crossing (Interno Poesia Editore, 2019)

Damiana De Gennaro


Se adesso arrivasse un terremoto,
saremmo tutti insieme
–
ha detto, e poi subito ha riso,
divertita, in un lunghissimo silenzio.

Siamo tutti impalliditi
nello stesso tremito animale,
in quell’istante sordo-muto
che aboliva i lineamenti.

Poi è tornata a interrogarci,
chiamandoci per nome.

 

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1 (Interno Poesia Editore, 2019)

Damiana De Gennaro


金継ぎ・kintsugi

ti conservo dove poso
i libri che mi aprono
la notte sulle ciglia –

riempiresti col tuo oro
le spaccature che la luna
mi scava nella schiena,
come l’edera sa fare
sulle pareti verticali?

tu sai come far alzare
il vento contro il tutto
che mi tiene corpo in pezzi,
frantumato.

 

Aspettare la rugiada (Raffaelli, 2017)

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