Vincenzo Cardarelli


Ottobre

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,
che spendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

Opere (Mondadori, 1981)

Luca Alvino

Quel punto mi ha salvato dalla morte

Nel cuore c’era un briciolo di luce
– il buio non l’aveva soffocato –,
era un barlume tenue, ma tenace.

A ciò la vita a volte si riduce,
un punto luminoso e ben celato
che custodisce ancora un po’ di pace.

È un punto piccolissimo ma forte,
che può tenere insieme un universo.

Quel punto mi ha salvato dalla morte.
Per quella luce non mi sono immerso.

La morte a volte un poco mi sorride (Interno Libri Edizioni, 2026)

Robert Frost


Ottobre

O silenzioso, mite mattino d’ottobre,
le tue foglie sono mature per la caduta;
il vento di domani, se impetuoso,
dovrà spazzarle tutte via.
Sopra la foresta i corvi gracchiano;
domani forse si raduneranno e partiranno.
O silenzioso, mite mattino d’ottobre,
fa’ che le ore di questo giorno inizino lente,
fa’ che il giorno ci sembri meno breve.
Cuori non avversi a lasciarsi ingannare,
ingannaci nel modo che solo tu conosci;
lascia cadere una foglia allo spuntar del giorno,
a mezzogiorno lasciane cadere un’altra,
una dai nostri alberi, un’altra lontano;
ritarda l’alba con una dolce nebbia,
incanta la terra con l’ametista.
Piano, piano!
Per il bene dell’uva, non per altro,
i cui pampini già bruciano nel gelo,
i cui grappoli andrebbero perduti–
per il bene dell’uva lungo il muro.

*

October

O hushed October morning mild,
Thy leaves have ripened to the fall;
To-morrow’s wind, if it be wild,
Should waste them all.
The crows above the forest call;
To-morrow they may form and go.
O hushed October morning mild,
Begin the hours of this day slow,
Make the day seem to us less brief.
Hearts not averse to being beguiled,
Beguile us in the way you know;
Release one leaf at break of day;
At noon release another leaf;
One from our trees, one far away;
Retard the sun with gentle mist;
Enchant the land with amethyst.
Slow, slow!
For the grapes’ sake, if they were all,
Whose leaves already are burnt with frost,
Whose clustered fruit must else be lost—
For the grapes’ sake along the wall.

The Collected Poems (Vintage, 2013), traduzione in italiano di Andrea Cati

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