Salvatore Quasimodo


Estate

Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2017)

2 commenti su “Salvatore Quasimodo”

  1. il giardino dei limoni esprime molte sensazioni, all’improvviso la libertà e la bellezza non resistono nell’ammirar tutt’intorno una coltre di trifoglio e l’olezzo di zagara si diffonde a completar l’opera

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  2. La poesia presentata col titolo Estate e con quei 4 versi non compare come tale nella raccolta tutte le poesie degli Oscar moderni Mondadori. Da quello che ho potuto verificare sono versi nel mezzo di una poesia più lunga intitolata Cicale.

    Canuto di polvere, il rovo di siepe,
    rosseggia di bacche e di more;
    cicale nei fossi di stoppie e di pula,
    sui tronchi dei pioppi mischiati in due file
    sul greto del fiume:
    farfalle, le foglie, che brulicano al vento
    ora grigie, ora vive di luce al riverbero.

    Cicale, sorelle, nel sole
    se vano come il vostro è il mio canto,
    con voi mi nascondo nel folto dei pioppi
    e aspetto le stelle,
    e raccolgo il battito mite dell’acqua
    che i ciottoli scava e dirozza;
    dell’acqua che solo conosce il fiocco di neve
    mutato in freschissima polla
    e ignora la foce aperta in mobili curve di luce,
    e ogni cosa di morte.

    Luglio: brusìo di bruchi, libellule a sciami
    su gore già buie di novi girini,
    m’addensi la voglia di morte
    che il cuor mi diciocca,
    come se ancora baciassi una bocca,
    la tua, mia prima sperduta
    del tempo che pare una fiaba,
    ed eri tu il lume polare
    acceso, nel bosco, la notte.

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