Elio Tavilla

farsi trafiggere dal buio non è
come si pensa, la fitta intercostale
che accomuna specie umana e piante
nella stessa condizione lattea, un calor
bianco che si fredda, un’estasi
che lascia gemere la vita, quella
forma della vita che trasmette
caldo, freddo, ancora caldo, primario
calcolo se vale o meno stare al mondo.
No, non è cortese rifiutare cibo
e spirito del cibo, meglio
dirimere le ultime contese giù tra
faglie e mitocondri e un’ipotesi
di scisto, aureola nel suono
dei meteoriti

La disisperanza (Interno Libri Edizioni, 2025)

Scopri il libro

Veronica Chiossi

Ph. Francesca Occhi

Il maestro vetraio di Murano

No so se go visto prima
ea uce del sol
o un forno impissà

Ghe gera tanta ignoransa
e tanto vin
e tanghere che partiva
ma xè na vocasión
xe oltre l’amor

No ghe xe corsi
ti xe alievo dea sabia, dea soda
dei osidi minerai

El vero, ti ga da viverlo
perché ea materia ea cambia
ogni frassión de secondo

El color se svoda
e diventa trasparente
ni altri cristaisemo el istante

Ingrumemo acqua, tera e fogo
perché ea materia ea svoea
ma se ti ea sforsi ti a vioenti
ea no risponde!

Pol anca eser na bueada
un cagneto, un cocodrilletto,
ma nea materia ti ghe xe ti!

Se vardo roba che gò fato 30 anni fa
mi so se gero inrabià o contento.
Ti magni pan e vero.

*

Non so se ho visto prima
la luce del sole
o un forno acceso

C’era tanta ignoranza
e tanto vino
e sberle che partivano
ma è una vocazione
va oltre l’amore

Non esistono corsi
sei allievo della sabbia, della soda
e degli ossidi minerali

Il vetro, bisogna viverlo
perché la materia cambia
ogni frazione di secondo

Il colore si svuota
e diventa trasparente
noi cristallizziamo l’istante

Condensiamo acqua, terra e fuoco
perché la materia vola
ma se la forzi la violenti
e lei non risponde!

Può anche essere una cavolata
un cagnetto, un coccodrilletto
ma nella materia ci sei tu!

Se guardo cose fatte 30 anni fa
so se ero arrabbiato o contento.

Mangi pane e vetro.

Il coltello sul vassoio (Molesini Editore, 2025)

Giuseppe Grattacaso


Cammino, non mi muovo, vagabondo
per nessun lido, avanzo a marcia indietro
in luogo indefinito, senza età
rimango eterno o solo malandato
sto confinato in spazio insufficiente,
in terra di nessuno imprecisata
resto sospeso in patria recintata:

in un andirivieni immotivato
mi sporgo sopra il vuoto, mi concedo
a un’aria di precaria libertà
con poco fiato, come andare a fondo
nel minimo pantano naufragando.

Dei vertebrati, degli invertebrati (Interno Poesia Editore, 2025)

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Silvia Atzori


Gli alberi afferrano la strada dai bordi.
I prolungamenti degli oggetti
hanno conseguenze catastrofiche.
Ogni abitacolo è luogo di preghiera, anche
la lamiera dell’auto sembra fatta di lana.

Nei fili non è più incastrato niente.
Niente è trattenuto sotto il bordo della sclera.
Le gengive possono pulsare quando il morso
affonda nel senso che si svela.
Oggi
Sei rimasta dentro al corpo, oggi
hai trovato un riparo.

Quando tornerai sulla terra (Arcipelago Itaca, 2024)

Juan Rodolfo Wilcock


A mio figlio

Abbi fiducia nella vita
e non nelle ideologie;
non ascoltare i missionari
di quest’illusione o quell’altra.

Ricorda che c’è una sola cosa
affermativa, l’invenzione;
il sistema invece è caratteristico
della mancanza d’immaginazione.

Ricorda che tutto accade
a caso e che niente dura,
il che non ti vieta di fare
un disegno sul vetro appannato,

né di cantare qualche nota
semplice quando sei contento;
può darsi che sia un bel disegno,
che la canzone sia bella:

ma questo non ha certo importanza,
basta che piacciano a te.
Un giorno morrai; non fa niente,
poiché saranno gli altri ad accorgersene.

Poesie (Adelphi, 1980)

Ángel González

Finché tu esisti

Finché tu esisti,
finché il mio sguardo
ti cerca al di là delle colline,
finché niente
mi riempie il cuore,
se non è la tua immagine, e c’è
una remota possibilità che tu sia viva
da qualche parte, illuminata
da una luce – qualunque…
Finché
io ho il senso che sei e che ti chiami
così, con quel nome tuo
così piccolo,
continuerò come adesso, amata
mia,
affranto di distanza,
sotto l’amor che cresce e che non muore,
questo amor che continua e non finisce.

 

Poesia spagnola del secondo novecento (Vallecchi, 1998), a cura di F. Luti

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