Arianna Galli


Commiato

Dove ci siamo addormentati non c’erano fiori:
la terra era arida, l’aria soffocava.

Eravamo in una Milano in frantumi e ancora
non lo sapevamo.
Abbiamo camminato tra le fiamme
e la luna, languida, ci ha fermato:
Il suo pallore sapeva d’acqua
gelida e ci ha reso sazi.

E là ci siamo uniti, là ci siamo addormentati:
in un deserto d’aria.

Poi tu te ne sei andato lasciandomi
sul corpo una rosa rossa.
L’abbandono è il primo passo verso il futuro.

Non c’erano fiori (Ladolfi, 2022)

Charles Bukowski


sorteggio fortunato

dopo decenni di povertà
ora che mi avvicino alla
tomba,
d’improvviso ho una casa, la macchina nuova,
sauna, piscina, computer.

mi distruggerà tutto questo?
be’, qualche cosa mi dovrà distruggere
ben presto.

i ragazzi in galera, nei mattatoi,
nelle fabbriche, sulle panchine dei parchi, negli
uffici postali, nei bar
adesso non mi crederebbero
mai.

faccio fatica a credere a me stesso.
e non sono diverso
da come ero nei cubicoli
della fame e della pazzia.
l’unica differenza
è che sono
più vecchio.
e bevo vino
più buono.
tutto il resto sono
fesserie,
un sorteggio
fortunato.

la vita può cambiare in un decimo
di secondo.
o a volte può impiegarci
70
anni.

 

Le ragazze che seguivamo (Guanda, 2006), trad. it. M. Bocchiola

Sujata Bhatt


Il pavone

Il suo forte richiamo stridulo
sembra arrivare dal nulla.
Poi, un lampo di turchese
nel fico sacro.

Il collo snello inarcato lontano da te
mentre discende,
e mentre sfreccia via, uno scorcio
della punta della coda.

Mi dicevano che devi stare seduta in veranda
a leggere un libro,
se possibile uno dei tuoi preferiti
con grande concentrazione.
L’istante in cui inizi a vivere dentro al libro
ti cadrà sopra un’ombra blu.
Il vento cambierà direzione,
il ronzio fisso delle api
nei cespugli vicini
cesserà.
Il gatto si sveglierà e si allungherà.
Qualcosa ha spezzato la tua attenzione;
e se alzi lo sguardo in tempo
potresti vedere il pavone
girarsi mentre si raccoglie nella coda
per chiudere quegli occhi scuri brillanti,
viola con frange di ambra dorata.
E’ la coda che deve battere le ciglia
per occhi che stanno sempre aperti.

 

*

 

The Peacock

His loud sharp call
seems to come from nowhere.
Then, a flash of turquoise
in the pipal tree.
The slender neck arched away from you
as he descends,
and as he darts away, a glimpse
of the very end of his tail.

I was told
that you have to sit in the veranda
and read a book,
preferably one of your favourites
with great concentration.
The moment you begin to live
inside the book
a blue shadow will fall over you.
The wind will change direction,
the steady hum of bees
in the bushes nearby
will stop.
The cat will awaken and stretch.
Something has broken your attention;
and if you look up in time
you might see the peacock
turning away as he gathers in his tail
to shut those dark glowing eyes,
violet fringed with golden amber.
It is the tail that has to blink
for eyes that are always open.

 

da Brunizem (Carcanet Press 1988), traduzione in italiano di Stefania Zampiga

Raymond Carver


Semplice

Uno squarcio tra le nubi. L’azzurrino
profilo dei monti.
Il giallo cupo dei campi.
Il fiume nero. Che ci faccio qui,
solo e pieno di rimorsi?

Continuo a mangiare come niente dalla ciotola
di lamponi. Se fossi morto,
rammento a me stesso, ora non
li mangerei. Non è così semplice.
Anzi, no, è semplicissimo.

 

Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie (Minimum fax, 2013)

Fernanda Romagnoli


Ritratto

Che vuoi da me, ritratto, ardente viso,
pupilla come l’ape del mattino,
guancia che sottilmente sulla tempia
sfuma in sorriso? Mi torturi invano
col tuo splendore. Nulla che si compia
rimane intatto: a renderti divino
era l’attesa. E questo volto umano
che m’affronta ogni sera dallo specchio,
ogni sera più nudo, prosciugato
sulle crepe dell’anima: io l’accetto.
Dunque perché il tuo palpito mi strazia?
Che vuoi da me, ritratto
di quand’ero ragazza?

La folle tentazione dell’eterno (Interno Poesia Editore, 2022)

Acquista ora

Antonia Santopietro


La vita sulla terra

Non era roccia, quercia o larice,
ma sabbia – e vi scrissi
con le unghie sorgenti una
lunga prigione d’ametista.
Il foglio arbusto forte mi regge
mi arroventa gli zigomi,
gli occhi sono calcina,
le labbra rose bocciolo
le gambe architetture antiche
le mani grappoli d’uva

il racconto appassisce –
tradito un migliaio di buone volte.

Sintesi dalle radici
(Ensemble, 2022)

Raymond Queneau

Ombra discesa
ombra partenza e tristezza
ombra malvenuta
ombra speranza e capriccio
ombra sul mare di serenità
ombra portata ai piedi dei picchi
ombra il tempo sconvolto
ombra colante lungo le rocce
ombra è l’ora determinata
ombra è la noia dopo lo choc
ombra è l’amore abbandonato
ombra la vita ombra la morte
ombra il giorno che ti ha visto nato
ombra la notte che ti vede morto
ombra il giorno ombra la notte
ombra la notte ombra il giorno
ombra è l’ombra di sempre
ombra è ogni essere che fugge

 

da Poesia francese del novecento (Bompiani, 1985), trad. it. V. Accame

Emily Dickinson


Sono viva – suppongo –
I Rami sulla mia Mano
Sono pieni di Convolvolo –
E sulla punta delle dita –

Il Carminio – dà un fremito caldo –
E se tengo uno Specchio
Davanti alla Bocca – si appanna –
Per il Medico – prova del Respiro –

Sono viva – perché
Non sono in una Stanza –
È – di solito – il Salotto –
Dove i Visitatori possano venire –

Chinarsi – e scrutare di traverso –
Aggiungendo “Com’è diventata – fredda” –
E “Era cosciente – quando si è inoltrata
Nell’Immortalità?”

Sono viva – perché
Non possiedo una Casa –
Intitolata a me sola – esclusiva –
E inadatta a chiunque altro –

E contrassegnata dal mio nome da Ragazza –
Cosicché i Visitatori possano sapere
Quale Porta sia la mia – e non si sbaglino –
E provino un’altra Chiave –

Com’è bello – essere viva!
Com’è infinito – essere
Viva – due volte – La Nascita che ebbi –
E questa – un’altra, in Te!

 

*

 

I am alive – I guess –
The Branches on my Hand
Are full of Morning Glory –
And at my finger’s end –

The Carmine – tingles warm –
And if I hold a Glass
Across my Mouth – it blurs it –
Physician’s – proof of Breath –

I am alive – because
I am not in a Room –
The Parlor – commonly – it is –
So Visitors may come –

And lean – and view it sidewise –
And add “How cold – it grew” –
And “Was it conscious – when it stepped
In Immortality”?

I am alive – because
I do not own a House –
Entitled to myself – precise –
And fitting no one else –

And marked my Girlhood’s name –
So Visitors may know
Which Door is mine – and not mistake –
And try another Key –

How good – to be alive!
How infinite – to be
Alive – two-fold – The Birth I had –
And this – besides, in Thee!

Traduzione di Giuseppe Ierolli

Pier Paolo Pasolini

Lo scandalo del contraddirmi, dell’essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
– nel pensiero, in un’ombra di azione –
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell’estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria

dell’uomo, che nell’atto s’è perduta,
a darle l’ebbrezza della nostalgia,
una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia…

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?

Le ceneri di Gramsci (Garzanti, 2015)

Luca Pizzolitto


Dalle tue cicatrici

Il nostro è un paese
di pietre e rovine,
qualcosa che somiglia
al distacco lento dei corpi
dopo l’amore,
lo stelo avulso,
spezzato del tempo.

Dalle tue cicatrici
ciò che nasce – ora,
ciò che nasce è solo
inerme, smisurata
bellezza.

Crocevia dei cammini (peQuod, 2022)

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