Luca Alvino

Quel punto mi ha salvato dalla morte

Nel cuore c’era un briciolo di luce
– il buio non l’aveva soffocato –,
era un barlume tenue, ma tenace.

A ciò la vita a volte si riduce,
un punto luminoso e ben celato
che custodisce ancora un po’ di pace.

È un punto piccolissimo ma forte,
che può tenere insieme un universo.

Quel punto mi ha salvato dalla morte.
Per quella luce non mi sono immerso.

La morte a volte un poco mi sorride (Interno Libri Edizioni, 2026)

Robert Frost


Ottobre

O silenzioso, mite mattino d’ottobre,
le tue foglie sono mature per la caduta;
il vento di domani, se impetuoso,
dovrà spazzarle tutte via.
Sopra la foresta i corvi gracchiano;
domani forse si raduneranno e partiranno.
O silenzioso, mite mattino d’ottobre,
fa’ che le ore di questo giorno inizino lente,
fa’ che il giorno ci sembri meno breve.
Cuori non avversi a lasciarsi ingannare,
ingannaci nel modo che solo tu conosci;
lascia cadere una foglia allo spuntar del giorno,
a mezzogiorno lasciane cadere un’altra,
una dai nostri alberi, un’altra lontano;
ritarda l’alba con una dolce nebbia,
incanta la terra con l’ametista.
Piano, piano!
Per il bene dell’uva, non per altro,
i cui pampini già bruciano nel gelo,
i cui grappoli andrebbero perduti–
per il bene dell’uva lungo il muro.

*

October

O hushed October morning mild,
Thy leaves have ripened to the fall;
To-morrow’s wind, if it be wild,
Should waste them all.
The crows above the forest call;
To-morrow they may form and go.
O hushed October morning mild,
Begin the hours of this day slow,
Make the day seem to us less brief.
Hearts not averse to being beguiled,
Beguile us in the way you know;
Release one leaf at break of day;
At noon release another leaf;
One from our trees, one far away;
Retard the sun with gentle mist;
Enchant the land with amethyst.
Slow, slow!
For the grapes’ sake, if they were all,
Whose leaves already are burnt with frost,
Whose clustered fruit must else be lost—
For the grapes’ sake along the wall.

The Collected Poems (Vintage, 2013), traduzione in italiano di Andrea Cati

Henrik Nordbrandt

Ph. Robin Skjoldborg

Il nostro amore è come Bisanzio
dev’essere stata
l’ultima sera. Dev’esserci stato
immagino
un alone sui volti
di chi si affollava nelle vie
o sostava in piccoli gruppi
agli angoli delle strade e nelle piazze
e parlava a bassa voce
un alone che doveva ricordare
quello che ha il tuo volto
quando ne scosti i capelli
e mi guardi.

Immagino che non parlassero
molto, e di cose
piuttosto indifferenti,
che cercassero di parlare
e si bloccassero
senza aver detto quanto volevano
e cercassero ancora
e rinunciassero ancora
e si guardassero
e abbassassero gli occhi.

Le antichissime icone per esempio
hanno in sé quell’alone
come il bagliore di una città in fiamme
o l’alone che la morte imminente
trasmette alle foto dei morti precoci
nella memoria dei superstiti.

Quando mi volto verso di te
nel letto, ho la sensazione
di entrare in una chiesa
distrutta dalle fiamme
molto tempo fa
in cui solo il buio negli occhi delle icone
è rimasto
piene delle fiamme che le hanno cancellate.

Ode alla piovra e altre poesie d’amore (Donzelli Poesia, 2000), trad. it Bruno Berni

Ocean Vuong


Someday I’ll Love Ocean Vuong

Ocean, don’t be afraid.
The end of the road is so far ahead
it is already behind us.
Don’t worry. Your father is only your father
until one of you forgets. Like how the spine
won’t remember its wings
no matter how many times our knees
kiss the pavement. Ocean,
are you listening? The most beautiful part
of your body is wherever
your mother’s shadow falls.
Here’s the house with childhood
whittled down to a single red trip wire.
Don’t worry. Just call it horizon
& you’ll never reach it.
Here’s today. Jump. I promise it’s not
a lifeboat. Here’s the man
whose arms are wide enough to gather
your leaving. & here the moment,
just after the lights go out, when you can still see
the faint torch between his legs.
How you use it again & again
to find your own hands.
You asked for a second chance
& are given a mouth to empty out of.
Don’t be afraid, the gun re
is only the sound of people
trying to live a little longer
& failing. Ocean. Ocean—
get up. The most beautiful part of your body
is where it’s headed. & remember,
loneliness is still time spent
with the world. Here’s
the room with everyone in it.
Your dead friends passing
through you like wind
through a wind chime. Here’s a desk
with the gimp leg & a brick
to make it last. Yes, here’s a room
so warm & blood-close,
I swear, you will wake—
& mistake these walls
for skin.

*

Un giorno amerò Ocean Vuong

Ocean, non avere paura.
La fine della strada è tanto distante
che è già alle nostre spalle.
Niente paura. Tuo padre è tuo padre soltanto
finché uno di voi non se ne dimentica. Come le vertebre
non si ricorderanno le proprie ali
a dispetto di tutte le volte che le tue ginocchia
baceranno il lastrico. Ocean,
mi ascolti? La parte più bella
del tuo corpo è ovunque
si proietta l’ombra di tua madre.
Ecco la casa con l’infanzia
ridotta a un unico cavetto rosso, innesco di mina.
Niente paura. Basta che lo chiami orizzonte
& non lo raggiungerai mai.
Ecco l’oggi. Salta. Ti garantisco non è
una scialuppa di salvataggio. Ecco l’uomo
dalle braccia ampie abbastanza da accogliere
il tuo andartene. & ecco l’attimo
subito dopo spente le luci, in cui ancora scorgi
la flebile fiaccola tra le sue gambe.
E come la usi, ripetutamente,
per ritrovare le tue mani.
Hai chiesto un’altra chance
& ti viene concessa una bocca da cui svuotarti.
Non avere paura, gli spari
sono solo il rumore di gente
che cerca di vivere un po’ più a lungo
& non ce la fa. Ocean. Ocean –
alzati. La parte più bella del tuo corpo
è il luogo verso cui si dirige. & ricorda,
la solitudine è comunque tempo trascorso
insieme al mondo. Ecco
la stanza in cui ci sono tutti.
Gli amici morti che ti
attraversano come il vento
che soffia a tra i sonagli a vento. Ecco una scrivania
con la gamba zoppa & un mattone
per farla durare. Sì, ecco una stanza
così calda & vicina al sangue
che giuro, ti sveglierai –
& crederai che questi muri
siano pelle.

 

Cielo notturno con fori d’uscita (La nave di Teseo, 2017), trad. it. Damiano Abeni, Moira Egan

Franco Busca


Per Sergej Esenin

Chiusa la bettola nel cortile di betulla
una scatola di vento è sotto la pioggia
scandalo crocefisso in cinghie di cuoio
ora attraversi la campagna con mani contadine
le stesse che diedero forme notturne alle tue strade di carta
le stesse che giunsero al soffitto
a sbucciare l’arancio di una lampadina

Poesie da viaggio (Crocetti, 2026), a cura di Nicola Crocetti e Jovanotti

Damema Papini y Marcard

poesia sul sesso

se sto ferma lui ci mette di più.
se mi muovo come nei video
che mi mostra gasato sul suo
telefonino e mugolo chinata
come un cagnolino a compiacerlo
senza resistere, in pochi minuti
posso rivestirmi e poi è più tranquillo
e a volte meno teso, a volte quasi
ho la sensazione abbia voglia di dirmi
di amarmi, ma passa un qualcosa
nell’aria che lo distrae e mi rivesto
senza proferir commento, perché
so che probabilmente
non è il momento.

Non si fa. Racconto in versi di un amore violento (Interno Libri Edizioni, 2026)

Marialaura Simeone

Posso partorire corpi,
oppure idee.
Generare figli,
oppure pensieri.
Creare e procreare

Posso amare chi cresce
anche se non l’ho fatto nascere.

Genealogie del materno (Eretica, 2025)

Iana Bukova


Party

Non esistono anime. Nessuno le compera.
Chiesa di Satana, California

Le ville più lussuose stanno sull’orlo della Terra.
C’è un 1% della popolazione del pianeta
dotata del privilegio
di far penzolare i piedi oltre l’atmosfera
e bere cocktail con vista sulle galassie.

(Il governo cela questi fatti
dietro enormi palizzate di ghiaccio.)

Non sai mai cosa ti procurerà più problemi:
la fantasia o la realtà.
La più frequente preoccupazione tra le clienti
di un’istruttrice di orgasmi di LA California
è che le loro fantasie erotiche
non sono abbastanza femministe.

In misura non minore la scienza fisica
ha a lungo rifiutato di accettare l’esistenza del vuoto,
per motivi che potrebbero definirsi
prettamente psicologici.

I party più fighi vengono sotto la stella di diamante
– la nana bianca BPM 37093,
pezzo di terra con un serbatoio di energia oscura.

Ed è quasi deludente che persino la pazzia
sia incapace di superare l’umano:
che venga a farti visita Belzebù,
o che ti rapiscano gli extraterrestri,
c’è sempre di mezzo un atto sessuale
(contronatura in prevalenza).

I diamanti sono eterni.
Disco will never die.
L’universo è pieno di petrolio,
lo sai?

*

Купон

Не съществуват души. Никой не ги купува.
Църква на Сатан, Калифорния

Най-луксозните вили са на ръба на Земята.
Има 1% от населението на планетата,
който разполага с привилегията
да провесва крака извън атмосферата
и да си пие коктейлите с гледка към галактиките.

(Правителството крие тази факти
зад огромни заграждения от лед.)

Никога не знаеш кое ще те забърка в повече проблеми:
фантастичното или реалността.
Най-честото безпокойство сред клиентките
на една инструкторка по оргазъм от Eл Ей
е, че еротичните им фантазии
не били достатъчно феминистични.

В не по-малка степен науката физика
отказвала за дълго да приеме съществуването на вакуума,
по причини, които могат да се определят
предимно като психологически.

Най-яките купони стават под звездата-диамант
– бяло джудже BPM 37093,
парцел с находище на тъмна енергия.

И е почти разочароващо, че дори лудостта
е неспособна да стигне по-далече от човешкото:
дали ще те посети Велзевул,
или ще те отвлекат извънземните,
все някакъв сексуален акт бива описван
(противоестествен предимно).

Диамантите са вечни.
Диско уил невър дай.
Вселената е пълна с нефт от край до край.

Versione italiana tradotta da Alessandra Bertuccelli

John Keats

All’autunno
I

Stagione di foschie e d’una pastosa
fecondità, tu amica prediletta
del sole che matura ogni raccolto;
tu che con lui congiuri per far gravi
con i frutti le viti, e benedette,
appese intorno al tetto e alle grondaie
di paglia; fai incurvare con il peso
delle tue mele gli alberi muschiosi
del casolare, e fino al suo midollo
ogni frutto maturi; fai gonfiare
la zucca, ed i gusci di nocciola
tu fai rotondi con il dolce seme;
fai sbocciare altri fiori ed altri ancora,
tardivi per le api, che si illudano
che i giorni caldi mai avranno fine,
ché l’estate ha colmato fino all’orlo
le loro celle vischiose di miele.

*

To Autumn

I

Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun,
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the mossed cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
Until they think warm days will never cease,
For Summer has o’er-brimmed their clammy cells.

Mio cuore (Interno Poesia Editore, 2023), cura e traduzione di Luca Alvino

Diego Bertelli


Ancora mi ricordo una mattina
a colazione, avevi i pantaloni
neri stretti, le scarpe da ginnastica,
e sopra una maglietta. Ti sei alzata
a prendere lo zucchero, l’ultima
volta, forse la penultima
in cui ci siamo visti.

Ho pensato che eri bella.
Lo penso ancora.

Tatami (Marcos y marcos, 2026)

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