Umberto Piersanti

Ph. Dino Ignani

Discorso alle suore e alle maestre

La suora che stampò
dannata
il fuoco della sua mano
sulla parete
era senza malvagità
solo peccato
un silenzio lontano
presso le grate
buie del confessionale
ma la madre consolata
ché il prete disse
esserglisi inginocchiato
l’ultima notte
appena in tempo il ragazzo.

Era odore di gigli
dal giardino
odore di santi bianchi
frati
e giovinetti dai capelli lisci
tentati
come figure
lucide del catechismo

io non sapevo
prima ch’era peccato
tutto ho conosciuto
all’agitarsi lungo delle bende
nelle stanze buie
delle monache
e i fantasmi

non era
per la mia gioia
l’altalena sufficiente
quando il peccato
m’era già spiegato
e l’ossessione era
dire preghiere
che non fossero solo sulle labbra.

Prima anche lui
era innocente
benché lo stringessi spesso
tra le dita.

Prima il male non c’era
non c’era il bene
e pisciavo contento
contro i muri.

No so
se questo male
il meccanismo atroce
di questi anni
anche se solo in parte
lo debbo a quei racconti
alle stanze in penombra
al bene e al male.

Solo che dalle suore
non manderei bambini
ed a tutti
darei questo consiglio.

La maggioranza tra loro
forse i bambini li potrebbe amare
ma l’amore è nullo
senza rispetto.

Rispettate i fanciulli:
questo, senza conoscerli,
non si può fare.

(novembre 1975)

L’urlo della mente e altre poesie inedite (Samuele, 2024)

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