Agnese Fabbri

Ph. Daniele Ferroni

Le cose imprecise

A me il mondo piace dove non è
preciso. Le rose io le amo ma
preferisco quasi sempre le ortiche.
Sul treno, specie in collina, se scorgo
buchi nelle staccionate, scendo.
Ci sono a volte i vetri rotti e sbircio
nelle case. Mi ritrovo a vagare
tra panni stesi e i vuoti enormi
delle sedie. Mi convincono
che abbracciandoli, noi, come quei luoghi,
possiamo dire che la luce, così
stretta, ci ha trovato un posto nuovo.

Le cose imprecise (Pulcino Elefante, Pulcino Lumaca, 2023)

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