Maria Luisa Spaziani


Scorreva un vento caldo sugli abeti
tenebrosi da secoli, e portava
da fondali africani un grido lungo
come un corno da caccia. Solo il tonfo
delle pigne ritmava il suo ruggito
lontano, quasi musica, e rasente
il disco della luna, rari uccelli
notturni sciabolati sul confine
d’ombra e di luce qui da te giungevano
a portare messaggi che ora il tempo
mi esalta e mi confonde. Fu una notte
di aspettazione, e lento San Lorenzo
si annunciava con pianti di comete,
gigli che si sfogliavano nel buio
senza mani a raccoglierli. Passavano
lungo il tratturo i cani dei pastori,
neri dentro la tenebra dei pini,
i cani, occhi provvidi del giorno
e ora anime perse, inquieti lemuri
dell’estate che scavano entro zone
precluse il loro grido di rivolta,
e da millenni lo affidano al canto
delle sorgenti in corsa verso il mare.

L’occhio del ciclone (Mondadori, 1970)

Foto di Dino Ignani

2 pensieri su “Maria Luisa Spaziani

  1. La musica dei versi (endecasillabi che più amo) a evocare immagini e sentimenti di una notte di San Lorenzo e tornano alla mia mente anche le parole magiche sussurrate da una bambina nella sequenza notturna di uno splendido, indimenticabile film dei Fratelli Taviani.

  2. Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questa eccellente è sensibile poetessa . Leggerò altre Sue opere che troverò sicuramente in qualche testo. Ringrazio per avermi toccato il cuore con i versi sulla Crocifissione di Gesù Cristo. Ivana Cobello

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