Semen Chanin

non hai modo di sintonizzare, regolare
come una vecchia radio, lo specchio
sosti sovrappensiero in corridoio
tra l’appendiabiti e le scarpe

in passato mostrava, restituiva
immagini a colori con l’angolo scheggiato
mangiava le parole con un forte accento
sibilava senza pietà

non emette fruscii, non ronza, non si decide
non trasmette un bel nulla
accostandoti allo specchio assonnato
eccolo che ti guarda all’improvviso

mi chiedo se sia il caso di stupirsi
dei ricami uniformi del bucato
sembra che abbiano dimenticato
di stendere i panni alla finestra

*

не переключиться никак, не настроиться
словно старое радио, зеркало
в коридоре стоишь растерянно
рядом с вешалкой и ботинками

оно раньше показывало, передавало
цветные картинки с отбитым краем
проглатывало слова с акцентом
шипело немилосердно

не шуршит, не фонит, не телится
не транслирует ничего
проходя мимо зеркала сонного
как оно вдруг глядит на тебя

ну так стоит ли удивляться
однообразным узорам
похоже, забыли вывесить
подсушить за окно одеяло

Sessione di ipnosi (Pequod, 2020), trad. it. Elisa Baglioni

Edna St. Vincent Millay

EDNA ST. VINCENT MILLAY

 

Il filosofo

Cosa sarai mai tu che ti desidero
da rimanere insonne tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per te?

Cosa sarai mai tu che, se mi manchi,
nell’intreccio dei giorni io resto sempre
intenta al vento
e fissa alla parete?

Conosco un uomo di migliore tempra
e almeno venti altrettanto gentili.
Che cos’hai di speciale tu per essere
il solo che possieda la mia mente?

Le donne non ragionano, si sa –
lo dicono anche i saggi –
ed io che cosa sono, perché debba
amare in modo giusto e razionale?

 

L’amore non è cieco (Crocetti, 2001), trad. it. S. Raffo

Valerio Grutt


Sei qui davanti a me, stasera
e cosa ti aspetti che ti dica?
Che il meglio inizia domani
che un giorno sarai felice
ma gli occhi tuoi non sono occhi
a cui si può mentire
hanno viaggiato a lungo
per raggiungere il tuo viso
vengono da regioni lucenti
isole emerse dal vuoto
che divide due amanti lontani
no, non sarai felice domani
se non ti accorgi di esserlo adesso
in questo buio c’è già
tutta la gioia che ti appartiene.

Inedito

Foto di Ciro Orlandini

Umberto Fiori


Dosso

Le porte sbattono,
giù per le scale, le chiavi
girano nelle serrature.
Fuori fa chiaro.
Parlano, per la strada.

Alberi, voci, case:
ogni momento è il tuffo
quando sei nato.
Ogni odore, ogni ombra,
ti sembra grande.

A volte di colpo
passando per una piazza
senti la testa sgombra. La verità
la vedi come si spreca,
come si spande.

Mentre se ne va
è bello restare soli.
Si leva di sotto e tu voli.
A soffi, a onde,
il vuoto ti viene addosso.

Sentila che ti scappa tra le gambe
e ti saluta, la verità.
E’ come da bambini,
aggrappati al sedile, quando in macchina
si è scavalcato un dosso.

Chiarimenti (Marcos y Marcos, 1995)

Federica Defendenti


Sex in deiner stadt

su ig da giorni le storie viste da sex workers tedesche
sex in deiner stadt nella bio, e in città al momento
né tu né io ma è estate: non c’è che il silenzio che mi figuro;
anche le prostitute cilene sono sparite da genova
e a gratosoglio nemmeno una nera mi chiedo dove vadano,
dove vanno quando la luce si spreme
e siamo tutti altrove, si sposta la tratta non so
se tornano a casa, cosa succeda.

nel mentre qualcuna ti trova sempre non si sa come,
marina per mail ti vuole conoscere proprio ora che sei al mare,
il web stesso lo sa, ti serve un po’ d’amore ma niente,
non ho neanche i soldi, pagherei volentieri e non posso per certi ricordi
adesso che cala la notte che mi cercano da berlino monaco
francoforte indicizzata come un buon affare.

Inedito

Rainer Maria Rilke

Il celibe

Lampada sulle carte abbandonate,
e intorno notte fin addentro al legno
degli armadi. Egli poteva perdersi
nella sua stirpe che ora si estingueva con lui;
e, quanto più leggeva, più pensava avere in sé
il loro orgoglio ed essi tutti il suo.

Stavano alle pareti altere, rigide,
le sedie vuote e nient’altro ostentavano
che la propria grandezza gli arredi sonnolenti.
Discendeva sui pendoli la notte
e tremante dal suo aureo mulino
scorreva, macinato in fine polvere, il suo tempo.

Ma lui non lo prendeva. Strappava febbrilmente
altri tempi ai suoi avi come se
dai loro corpi levasse il sudario.
Poi cominciò a parlare sottovoce (nulla gli era
lontano). E lodava l’autore di una lettera
quasi a lui fosse scritta: Ma come mi conosci!
E batteva la mano, al suo interno illimitato,
schiudeva una cortina, una finestra, tacito –
perché, quasi compiuto, là s’ergeva il fantasma.

Poesie. 1907-1926 (Einaudi, 2014), a cura di A. Lavagetto

 

Henrik Nordbrandt


Sorriso

Quando ti vidi in sogno
ti voltasti verso di me

con il dito sul labbro
e le sopracciglia alzate

sorridendo, prima di continuare
camminando sulle punte

attraverso la stanza
illuminata dalla luna, abbandonata,

che d’improvviso compresi
avrebbe rappresentato la mia vita.

Il nostro amore è come Bisanzio (Donzelli, 2000), a cura e traduzione di B. Berni

Francesca Serragnoli


Tutto barcolla
tutto ha sede nel suo sterminio
come un oboe
spezzato da un ginocchio.

Mentre tu lavi i piatti del tuo regno
l’aria frana nel vento
dalle finestre entra terra.

L’alba è matura
e recisa
nel tuo volto bivacca il mio cuore
si alza in piedi solo per tremare
una candela lo tiene fra le mani
come un labbro in agonia.

La quasi notte (MC edizioni, 2020)

Pier Antonio Quarantotti Gambini


I

Guardo il ritratto dei tuoi sedici anni,
gli occhi marini tuoi limpidi e cupi.

Coi bruni capelli raccolti
sull’orecchio sinistro, a chignon,
il piccolo viso, già pronto
a soffrire, risplende
di tenera luce.

 

II

Oh quale dolente mitezza
nei tratti tuoi schivi!

Sapevi tu già che amarezza
avresti raccolto – soltanto
straziata immensa amarezza –
dal bene che offrivi?

Racconto d’amore (Mondadori, 1965)

Angelo Nestore


In nome del padre

Se il padre mi dice: Sii uomo
io mi ritraggo come una larva,
conficco l’addome sotto l’amo.

Molle, come un mollusco senza guscio,
mi sento disalberato, stringo i denti.

E mi chiedo
a cosa sia servito aver imparato quattro lingue
se le parole non si sentono sott’acqua,
se so soltanto scrivere poesie.

I corpi a mezzanotte (Interlinea, 2021)