Luca Benassi


(Modesta Valenti)

Modesta Valenti senza dimora, viveva alla Stazione Termini di Roma.
È morta il 31 gennaio del 1983, a 71 anni, dopo ore di agonia, a seguito di un malore
perché, essendo sporca e piena di pidocchi, il personale dell’ambulanza
si rifiutò di prenderla in carico e portarla in ospedale.

Bisogna farsi piccoli perché i pidocchi
non trovino sangue abbastanza
o la premura di una spazzola
a cacciarli oltre la soglia dei capelli.
Che fossi sporca lo diceva la coperta
macchiata di viola, avvolta al cuore di gennaio
e il volto nero, crocefisso all’incrocio dei binari.
Sono venuti chissà da dove, con la divisa rossa
chiamati da una pietà che non serba giustizia.
Io, Modesta Valenti, di anni 71
senza fissa dimora
ho toccato con la lingua il sole
che buca la pensilina del binario uno
e mi conta le ossa piccole, stremate dalla febbre
come un rosario sottopelle
sgranato nelle croste.
È in questi giorni più freddi
che chiedo pietà al petto,
alla sua ostinazione di battere
ai passi svelti, alla ciotola degli spicci.
Bisogna farsi piccoli perché gli occhi
ti accarezzino dove sei peggio
e ti coprano le spalle sfiancate
nell’attimo che serve
all’ultimo respiro.

Inedito

Un pensiero su “Luca Benassi

  1. Versi che accolgono pietosamente e danno voce agli ultimi.
    Uno dei compiti più alti della Poesia.
    Se anche gli altri avessero avuto la stessa pietà, per questa povera donna invisibile! :'(
    L’immagine delle ossa accostata ai grani del rosario è profonda.

Rispondi a Nora Capomastro Annulla risposta