Roberto R. Corsi

Mio padre di ottant’anni e qualche giorno
è un pulcino incazzato,
sta tornando nel guscio
perché fuori, in cantiere, spira il freddo
di giovani che spingono che irridono che sputano.
Un vecchio è come carne quando cade
l’unghia che le sta sopra, o come Dafne
quando lenta si muta in una pianta d’alloro.
Attorno nasce un velo
corneo o ligneo; s’ispessisce pian piano,
sempre più impermeabile
ai miei gesti e parole.
Gli accarezzo le spalle
mentre dorme in poltrona e sbava e scalcia e sogna.
Guardo nella penombra il volto che è già maschera
e faccio il Mitridate col vuoto soffocante di domani.

La perdita e il perdono (Pietre Vive Editore, 2020)

Foto di Laura Albano

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