Primož Čučnik


La misura

Già oggi mi rallegro di tutti i giorni che vivrò.
Tanto i difficili, quando sarò costretto a cuocere l’argilla
ed a incollare i cocci della brocca –

quanto i facili, quando dipingerò le pareti dello spazio,
misurandole e riempiendole, mi disseterò
e raggiungerò l’equilibrio.

Già oggi faccio i conti di quanto peso dovrò
porre da parte, per poter cogliere la misura
e abituare il respiro al non troppo e al non troppo poco.

Mi conquistano precise dita
che sempre ripartiscono abbastanza,
ma per sé non esigono nulla.

Essere il tocco della lingua
sul palato
delle bocche mute.

 

Loro tornano la sera. Sette autori della giovane poesia slovena (ZTT – Editoriale Stampa Triestina, 2011), cura e traduzione di Michele Obit

Ophelia Borghesan


Secondo il quadro astrale non rimane
che darsi ferragosto come deadline.
Per installare Tinder ha rimosso
il podcast su Gesualdo da Venosa;
si pente e cerca forsennatamente
nei preferiti, ma non trova più
i madrigali. Poi riceve un match.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Valentino Zeichen


Come dirti ancora amore mio,
mia, mio, adesso
che gli aggettivi possessivi
sono istruiti di dubbi, svogliati
e disaffezionati alla proprietà
abbandonano la guardia e disertano
lasciando sguarniti i beni privati,
concedendosi solo al plurale.

Le poesie più belle (Fazi, 2017)

Foto di Dino Ignani

Maddalena Bergamin

a Franco Buffoni

Setticemia

Malattia infettiva generalizzata
con sintomatologia caratteristica
che pochi tuttavia sono in grado
d’inquadrare, è sempre troppo
tardi, anzi troppo presto
per rendersene conto
se gli anni sono appesi
sotto al Venti e il vento
li sbandiera come i panni
e strappa una t-shirt
dal filo del bucato
la butta sull’asfalto
laggiù, tre piani
sotto.

Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 2 (Interno Poesia Editore, 2020)

Natan Zach

Non mente

In me il tuo corpo fa nascere fiori
un intero tappeto nel mio corpo

sarò la tua musica
tu sarai la mia

e se in sogno griderò aiuto
dormendo col cuore destro

sarai tu il luogo
in cui mi sveglierò

abbracciata, vicina, serena
rammentando giorni lontani:

una madre che sfiora appena
un padre dalle orfane parole

solo allora so
che tutto fu solo un sogno

i sogni raccontano fole
ma non mente la luce del giorno.

 

Sento cadere qualcosa (Einaudi, 2009)

Lucille Clifton


per la mia ultima mestruazione

allora ragazza, arrivederci,
dopo trentotto anni.
trentotto anni e non
sei mai arrivata
– splendida nel tuo vestito rosso –
senza qualche problema
da qualche parte, per qualche motivo.

adesso è finita,
e mi sento proprio come
quelle nonne che,
dopo che la ragazzaccia che erano se n’è andata,
siedono tenendo la sua foto tra le mani,
sospirando: “non era
bellissima? non era bellissima?”

Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006)

Mario Luzi


A te più giovane

Le strade per cui parti dalla vita
e vi torni, non una innumerevoli
volte, i passi che portano lontano
e quelli che risalgono il versante…
che mi viene di là ora? Memorie,
ambagi, è nulla, è come quando
una città pensata nella veglia
se dormi, s’addormenta sul tuo cuore
con i suoi trivi, i suoi vicoli strani
da porta a porta fino al fiume. Esisti,
quale affanno rinnovi e ne fai parte
al mio cuore che n’è già stanco! Guardo
sorpreso tutto quel che vive
e passa e non ha quiete come te,
o il succedersi in case delle serve
e in Padova il variare dell’issopo.

 

Le poesie (Garzanti, 2014)

Lorenzo Mele


Le madri non vanno a dormire

Le madri non chiudono gli occhi,
se ne stanno sveglie tutta la notte
con la notte, poi al mattino il chiudersi
dei palmi, a pugni chiusi contro la vita.
Le madri non vanno a dormire,
fanno a botte tutto il giorno con il giorno,
poi di colpo uno strascico a terra,
un dirupo le attende in agguato nell’alba.
Le madri hanno la forza dirompente
delle balene: un canto di grazia perenne,
il perdono molesto verso il mondo.
No, le madri non chiudono gli occhi,
loro a pugni stretti sempre,
a doverci insegnare la vita.

Inedito