Rossella Tempesta


Dal finestrino

Ho visto un albero immenso
il padre di tutti gli alberi
ho pensato ecco mio padre.

Ma mio padre è un esile faggio
il suo seme caduto a caso lontano dal filare
cresciuto sfasato, stranito dai venti.

Una volta vi facevano il nido gli uccelli giovani
poi sono volati troppo presto
gelati dalla sua silenziosa solitudine.

L’albero grande forse era il padre anche di mio padre
e aveva perso lontano questo suo figlio strano
cresciuto lungo e sottile
muto.

Avrei voluto che l’albero padre ci adottasse entrambi
me e mio padre
ci riabbracciasse nella sua corteccia di sughero
fino a riassorbirci nel tronco
a non darci più scampo
a riunirci per sempre.

 

Diario pendolare (Pietre vive, 2019)

Un pensiero su “Rossella Tempesta

  1. onorata di avere un amica di infanzia così brava, si vede che quel contrapporti al dolcevita rosso piuttosto che bianco durante le elementari era il segno del tuo estro <3

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