Ilaria Grasso

Le braccia si rinfrescano al vento di ponente
in mezzo a uno spazio verde privo di aghi.

Il vento alza le gonne e rinfranca le donne
nei giorni dei mesi estivi.

Il talco incrosta il sangue sul collo
e le cortecce dei pini
ci passano orizzontali alle narici.

Attorno a noi aiuole decadenti
e vociare urbano di uomini e motori
ci ricorda delle fasi della vita
mentre in alto una luna s’ingrossa
o si smagrisce nell’avvicendarsi dei cicli.

 

Inedito

Foto di Andrea Annessi Mecci

4 pensieri su “Ilaria Grasso

  1. Mi fa venire in mente una persona che assiste qualcuno in ospedale. Quando fa una pausa ed esce ritrova un senso fisico di libertà e di freschezza, ma i segni della fragilità del corpo (aghi, sangue, decadenza, fasi, cicli) restano nel suo pensiero.

Rispondi a Caligari Annulla risposta