Kate Clanchy


Incantesimo

Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
prendi giù un libro, cerchi questi versi
e leggi che io sto lì in ginocchio, l’orecchio
contro il tuo petto dove i muscoli
si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,

e che mi passi le dita fra i capelli,
sfilando dalla massa ribelle ciocche
sottili come segnalibri di seta scarlatta,
e mi accarezzi le guance come se lisciassi
veline tra rigide illustrazioni,
e mi tiri verso di te

per leggermi solo negli occhi, vedrai,
argentato e monocromo, te stesso,
seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
cercare questi versi, e allora, amore,
non saprai chi di noi due legge
ora, chi scrive, e chi è scritto.

 

Neonato (Edizioni Medusa, 2007), traduzione di Giorgia Sensi

3 pensieri su “Kate Clanchy

  1. Intrecci, compresenze e sovrapposizioni: il soggetto narrante che è nel contempo il descritto. Il descrittore che fonde i suoi gesti, i suoi impulsi, il suo amore nella trasfusione dell’uno nell’altra. La narrazione poetica che trae abbrivio dall’esperienza e il vissuto che nutre di un pasto denso l’ispirazione. Corrispondenze e rimandi commuovono. Dialettica delle parti costitutive e misura del verso, paratassi e coordinazione per ricondurre la periodizzazione fratta alla linearità e alla perequazione dei mezzi espressivi.

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