Philip Schultz


It’s Sunday Morning in Early November

and there are a lot of leaves already.
I could rake and get a head start.
The boys’ summer toys need to be put
in the basement. I could clean it out
or fix the broken storm window.
When Eli gets home from Sunday school,
I could take him fishing. I don’t fish
but I could learn to. I could show him
how much fun it is. We don’t do as much
as we used to do. And my wife, there’s
so much I haven’t told her lately,
about how quickly my soul is aging,
how it feels like a basement I keep filling
with everything I’m tired of surviving.
I could take a walk with my wife and try
to explain the ghosts I can’t stop speaking to.
Or I could read all those books piling up
about the beginning of the end of understanding…
Meanwhile, it’s such a beautiful morning,
the changing colors, the hypnotic light.
I could sit by the window watching the leaves,
which seem to know exactly how to fall
from one moment to the next. Or I could lose
everything and have to begin over again.

 

*

 

È domenica mattina ai primi di novembre

e ci sono già molte foglie.
Potrei spazzarle via e andare avanti col lavoro.
I giochi estivi dei ragazzi vanno messi
in cantina. Potrei sgomberarla
o riparare la controfinestra rotta.
Quando Eli torna dalla scuola domenicale
potrei portarlo a pescare. Non lo so fare
ma potrei imparare. Potrei fargli vedere
quanto è divertente. Non facciamo più tante cose
come prima. E mia moglie, c’è così tanto
che non le ho detto di recente,
di quanto veloce invecchia la mia anima,
una cantina che continuo a riempire
di tutto quello che sono stanco di portarmi dietro.
Potrei fare due passi con lei e cercare
di spiegare i fantasmi con cui parlo senza sosta.
O mettermi a leggere tutti quei libri accatastati
sull’inizio della fine della ragione…
Intanto, è così bello stamattina,
i colori che cambiano, la luce ipnotica.
Potrei sedermi accanto alla finestra a guardare le foglie,
che sembrano sapere esattamente come cadere
da un momento all’altro. O potrei lasciar perdere
tutto e ricominciare da capo.

 

Il dio della solitudine (Donzelli, 2018), a cura di Paola Splendore

2 pensieri su “Philip Schultz

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