Jane Hirshfield

-Hirschfield
Rain in May

The blackened iron
of the stove
is ticking into coolness
when the first drops
start against the roof.
It is late: the night
has darkened into this
like a fruit –
a sudden
pear-aroma fills the room.

Just before dawn
it comes up harder again,
a white, steady drum of day-rain
caught in the moon’s deep pail.
A battered tin-light
overspills ocean and sky,
hill opens to facing hill,
and I wake to a simple longing,
all I want of this ordinary hour,
this ordinary earth
that was long ago married to time:
to hear as a sand crab hears the waves,
loud as a second heart;
to see as a green thing sees the sun,
with the undividing attention of blind love.

 

*

 

Pioggia a maggio

Il ferro annerito
della stufa
si raffredda ticchettando
alle prime gocce
che iniziano a incontrare il tetto.
È tardi: la notte
s’è fatta scura così
come un frutto –
un sùbito
aroma di pere riempie la stanza.

Giusto prima dell’alba
ritorna più forte,
un bianco, costante rullio di pioggia diurna
preso nel secchio profondo della luna.
Una luce di latta ammaccata
trabocca di oceano e cielo,
colle che s’apre sul colle davanti,
e mi sveglio a un semplice desiderio,
ciò che voglio da quest’ora comune,
da questa terra comune
che in passato fu sposa del tempo:
sentire come un granchio sente l’onda,
forte come un secondo cuore;
vedere come una cosa verde vede il sole,
con l’attenzione esclusiva dell’amore cieco.

 

 

From: Jane Hirshfield Of Gravity & Angels, 1988
© traduzione di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

2 commenti su “Jane Hirshfield

Rispondi