Mirkka Rekola

mirkka-rekola

Sono forse io quegli elementi di cui mi servo?
Oggi dico no,
oggi, che ne sono prigioniera,
devo ripetere ancora una volta no.
Annuncio soltanto il fuoco: pronto è il giorno,
terra che in me brucia in questo modo.

Eri talmente a settentrione
che lo sguardo raggiunse l’orizzonte,
e l’unica parola che lasciai per te
mi infreddolì.
Qui per te sono il pegno del nulla
il flutto dismesso dal vento
e puoi guardare.

Il giorno accreditato come un bonifico
su un conto a me ignoto,
e talmente corporea mi sento
per quanto sia possibile in questa situazione.
Ogni notte procede affiancata al giorno
né prima, né dopo.
Come quel merlo corvino
canta di giorno, di notte.
E una bruma minuta si alza sulla breve serata
dalle foglie degli alberi, dai volti,
a volte di anonima origine,
respiro sulla pelle della tua mano e dico:
così fa il vento quando gli piaci.

 

Siedo in questo treno lungo un viaggio (Joker, 2016), trad. it. A. Parente

Un commento su “Mirkka Rekola

Rispondi