Gillian Clarke

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Ladra d’amore

Arriverò come una ladra se necessario,
con passo felpato. Non forzerò un accesso,
ma ne troverò uno,

una finestra accostata. Ci infilerò
dentro un dito, e la aprirò piano piano
mentre tu dormi.

Sarai fuori quando sentirò le tue lenzuola fresche
sulla mia pelle, quando girerò per le tue stanze
toccando, godendo.

Avrò accesso alla tua email, alle tue password,
cliccherò sulla tua storia, ti rintraccerò
nello spazio virtuale.

Pensavi che mi sarei presentata alla tua porta
da persona onesta, con fair play?
L’amore non ha orgoglio,

né onore; si piglia ciò che gli viene dato
e ciò che riesce a ottenere. Implora
senza vergogna; perché non questo?

Io sono colui che azzarda, levantino
e scassinatore che dà senza riserve il cuore
a ciò che è irraggiungibile,

lassù in alto, in mani sicure, e trama
per blandirlo a sé, in un modo
o nell’altro.

 

Impronte. Poesia gallese contemporanea (Mobydick, 2007), trad. it. G. Sensi, P. McGuinness

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