John Berryman

John Berryman

 

Dante’s Tomb

A tired banana & an empty mind
at 7 a.m. My world offends my eyes
bleary as an envelope cried-over
after the letter’s lost.

In spite of it all, both it & me,
I’ll chip away at the mystery.
There’s a Toltec warrior in Minneapolis
with narrow eyes, reclining.

The head raised & facing you;
larger than life-size, in tan granite.
The cult perished.
The empty city welcomed the monkeys.

We don’t know. Hundreds & hundreds of little poems
rolled up & tied with ribbons
over the virgin years, ‘unwanted love’.
And Miss Bishop’s friend has died,

and I will die and one day in Ravenna
I visited his tomb. A domed affair,
forbidding & tight shut.
‘Dantis Poetae Sephlchrum’.

She said to me, half-strangled, ‘Do that again.
And then do the other thing’.
Sunlight flooded the old room
& I was both sleepy & hungry.

 

*

 

La tomba di Dante

Una banana stanca e la mente vuota
alle 7 del mattino. Il mondo offende gli occhi
impiastrati come una busta bagnata di lacrime
dopo che si è persa la lettera.

A dispetto di tutto, di esso e me,
continuerò a scalpellare il mistero.
A Minneapolis c’è un guerriero Tolteco
cogli occhi a mandorla, reclino.

Il volto eretto che vi fissa;
più grande del naturale, di granito scuro.
Ne perì il culto.
La città vuota accolse le scimmie.

Noi non sappiamo. Centinaia e centinaia di poesiole
accumulate e legate coi nastrini
negli anni vergini, “amore respinto”.
Ed è morto l’amico di Miss Bishop,

ed io morirò e un giorno a Ravenna
visitai la sua tomba. Un edificio a cupola,
arcigno e impenetrabile.
“Dantis Poetae Sepulchrum”.

Semistrangolata mi disse “Fallo ancora.
E poi fammi l’altra cosa”.
Il sole inondò la vecchia stanza
ed io avevo sonno e fame.

 

Canti onirici e altre poesie (Einaudi, 1978), trad. it. S. Perosa

Un commento su “John Berryman

Rispondi