Claudio Damiani

claudio_damiani

 

Per fare la mia armatura ci sono voluti secoli,
in mille hanno lavorato, artigiani, orafi
provenienti da tutti i paesi del mondo.
La mia armatura è immortale
e quando morirò passerà ad un altro
e anche se si dovesse perdere,
come quella di Achille in fondo al mare,
ci sarà sempre qualcuno che la ritroverà.
E’ talmente preziosa che qualche volta preferirei non metterla
perché ho paura di rovinarla
anche se so che niente la può rovinare.

 

© Inedito di Claudio Damiani

Foto di Dino Ignani

0 commenti su “Claudio Damiani

    • è una poesia del mio nuovo libro ancora inedito, Cieli celesti, e forse da sola non si capisce tanto, sta dopo una serie di poesie dove è scoppiata una assurda guerra, antica e insieme nuova, e con l’armatura si va anche a dormire perchè ci vuole troppo tempo a metterla e a toglierla, mentre i combattimenti durano pochissimo, o c’è chi non le la mette proprio e va a combattere nudo, dubitando che l’armatura serva a qualcosa…
      Ecco due testi che la precedono:

      Mi dà fastidio quest’armatura così pesante,
      oggi mi tolgo tutto e vado in battaglia nudo.
      Perché no? Mi piacerebbe andare a combattere nudo,
      voi pensate che l’armatura ci difenda davvero?

      ***

      Per indossare l’armatura oggi ho impiegato due ore,
      la battaglia invece è durata pochi minuti,
      per togliermela ho impiegato tutto il pomeriggio,
      domani non me la tolgo,
      vado a dormire tutto vestito
      come in una bara di ferro.

      • Curioso che io l’abbia letta in chiave di metafora. Quell’armatura l’ho intesa rappresentativa della cultura e della moralità, che si stratifica come una difesa dall’ignoranza becera e dalla mediocrità. Per questo è preziosa e per questo ci si avvale dell’opera dei migliori (i riferimenti ai poeti, ai filosofi e agli scienziati) come se fossero orafi che hanno costruito per

Rispondi