Anna Achmatova

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Il giorno d’estate

Anelo le rose di quel giardino unico,
dove sta la migliore cancellata del mondo,

dove le statue mi ricordano giovane,
e sull’acqua della Nevà io ricordo loro.

Nel silenzio fragrante, fra tigli regali,
quasi avverto il cigolio di alberi di nave.

E, innamorato della bellezza del suo sosia,
come prima il cigno, nuotando, solca i secoli.

E dormono esanimi mille e mille passi
di nemici e amici, di amici e nemici,

e non scorgi la fine del corteo di ombre,
dal vaso di granito alle porte del palazzo.

Là le mie notti bianche mi sussurrano
di un amore alto e segreto.

E tutto arde di madreperla, diaspro,
ma arcana e nascosta è la fonte di luce.

 

La corsa del tempo (Einaudi, 1992), trad. it. M. Colucci

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