Tonino Guerra

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Mio padre

Mio padre vendeva frutta e carbone
e intanto accarezzava
un gatto che si chiamava Baruloun.
Se camminava guardava in terra
per vedere se c’era qualcosa da prender su:
un chiodo arrugginito o un laccio per le scarpe
e andava a letto col cappello in testa.
Quando sono venuto a casa
dopo un anno di prigionia in Germania
mi aspettava sulla porta col sigaro in bocca.
“Hai mangiato?” mi ha chiesto. E basta.

 

Portami ancora per mano. Poesie per il padre (Crocetti, 2001)

6 commenti su “Tonino Guerra

  1. Poesia che prende il cuore. Fusione di paesaggio, gesti quotidiani, affetti profondi che si esprimono con la potente sintesi di un gesto: la potenza della metonimia., come la evocava il Poeta:

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