Sally Read

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L’attesa

Ti sei calmata quando ti hanno tenuto il viso contro il mio,
come se fossi entrata in casa, al riparo dal vento.
Le tue pupille si dilatavano nel nero,
mi misero a fuoco come telescopi mentre mi guardavi.
Le mie braccia erano addormentate così fu compito loro
strofinare più volte la tua guancia con la mia.
Poi ti portarono fuori a strillare.
Due ore di attesa. Mi tirarono su la pelle
delle gambe per riparare lo strappo che avevi fatto;

mi spinsero in una stanza da sola, i miei pensieri
mozzati dalla morfina, il corpo mezzo andato.
Voglio che tu sappia che ero senza memoria
in quelle ore. La mia vecchia vita come abiti
di ieri: fuori taglia, consumati di sangue.
I miei nervi vigorosi imballati sotto il peso
di gambe addormentate, ma non c’era avvio.
Aspettavo senza speranze o vie d’uscita,
come se stessi aspettando il mio nome.

 

Punto di rottura (La vita felice, 2012), trad. it. L. Magazzeni, A. Sirotti

Foto di Dino Ignani

3 commenti su “Sally Read

  1. – Ci sono volte in cui vuoi guardare e passare, lasciare una semitraccia e sviottolare veloce, ma invece qui, adesso, no, cioè ti vien solo da dire, no aspé, no no aspé, non si può non scrivere qualcosa : mi ha talmente colpita questa poesia, che tornerò a rileggerla spesso; è stata una bella esperienza -.

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