Jean Cayrol

Jean-CAYROL

 

Solitudine

Da quando è tornato
vive con i cani
le bestie ammalate gli alberi seccati
dell’estate che mise fine alla guerra.

Da quando è tornato
il suo viso è diventato brutto
parla per strada da solo
non sa chi lo ha ingannato.

Gira per casa
e fischietta un motivo che conosce solo lui
e qualche volta senza ragione cade
come un ubriaco che non parla più

da quando è tornato
non si è ancora spogliato

un giorno
avrà due lacrime sotto gli occhi
ammazzatelo.

 

Notte nebbia (Nonostante, 2014), trad. it. N. Muschitello

0 commenti su “Jean Cayrol

  1. UN GUERRIERO NON DIMENTICA MAI NE GLI ATTI EROICI, NE LE PAURE E NE LE SUE SCONFITTE IN CAMPO.IL FORTUNATO SUO RITORNO DEVE SCANDAGLIARE CIO CHE PRIMA ERA NORMALE E CHE ORRA PER LUI NON LO E’ PIU’. PLAUSO ALL’AUTORE,ANCHE SE CI STIAMO AVVIANDO VERSO IL TERZO MILLENNIO PURTROPPO ESITONO ANCORA DELLE PERSONE CHE NON ANNO ANCORA CAPITO CHE CON LE GUERRE NON SI VA DA NESSUNA PARTE.

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