Wendy Cope

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Da ripetere più volte

Ripetilo più volte, non lo dimenticare:
anche se senti prossima la fine della vita
la tua festa non è, non è finita.

Giaci sveglio di notte, e ti assale il terrore
d’esser già freddo e morto. Ma ti dico,
ripetilo più volte, non dimenticare:

fremere e agitarsi certo non può giovare
per qualcosa che non puoi controllare.
La tua festa non è, non è finita.

E anche se non fu la tua natura
forgiata in tempra impavida e sicura,
ripetilo più volte, non dimenticare:

nel giro di dieci anni rimpiangere potresti
d’esserti arreso a giorni grigi e mesti.
Coraggio. La tua festa non è, non è finita.

Che senso, dimmi, può avere l’avventura
se lasci prevalere la paura?
Ripetilo più volte, non dimenticare:
ancora la tua festa può durare.

 

Guarire dall’amore (Crocetti, 2012), trad. it. M. P. Bartocci

4 commenti su “Wendy Cope

  1. Ognuno la vede come vuole, più che festa la chiamerei sfida.
    Una sfida giornaliera, costante, che se non affrontata ti tumula talmente nelle profondità più oscure, che qualsiasi luce anche soltanto fioca sparisce, sopraffatta dalle tenebre dell’apatia.

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