Franca Mancinelli

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In giardino le auto dei grandi restano aperte, a volte con la chiave inserita nel cruscotto. Puoi entrare e sederti nel posto di guida, portare tuo fratello nel sedile di fianco, gli amici dietro, oppure partire da solo, e andare andare, girando il volante alle curve, un po’ a destra e un po’ a sinistra, premendo il pedale del freno o dell’acceleratore, guardando dallo specchietto quello che resta alle spalle. E andare, andare, andare, di fronte una stessa immagine ferma: le foglie del tiglio che si aprono nella luce, i piccoli occhi rotondi dei cocoriti in gabbia.

È stato anche un sogno. Un grande che parcheggia in fretta, scende dall’auto a comprare qualcosa. Ti lascia lì, di fronte al negozio, le chiavi inserite. E l’auto va per la strada, sfiora marciapiedi e persone, come in una pericolosa discesa prende velocità, va come un fiume nel suo letto, sbanda in anse, curve; tu guidi e non guidi, sei innocente e colpevole, sei stato tu a farla partire, è partita da sola.

 

© Inedito di Franca Mancinelli da Tasche finte

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