Milano era asfalto, asfalto liquefatto. Nel deserto
di un giardino avvenne la carezza, la penombra
addolcita che invase le foglie, ora senza giudizio,
spazio assoluto di una lacrima. Un istante
in equilibrio tra due nomi avanzò verso di noi,
si fece luminoso, si posò respirando sul petto,
sulla grande presenza sconosciuta. Morire fu quello
sbriciolarsi delle linee, noi lì e il gesto ovunque,
noi dispersi nelle supreme tensioni dell’estate,
noi tra le ossa e l’essenza della terra.
da Tema dell’addio (Mondadori, 2005)
Foto di Dino Ignani
“Morire fu quello
sbriciolarsi delle linee, noi lì e il gesto ovunque,
[…] tra le ossa e l’essenza della terra.”
Bellissima. L’arte di morire vivendo che diviene essenza della poesia.
…Stupenda!
L’ha ribloggato su mioblogdeiblog.
Esemplare! L’arte di esprimere i sentimenti della vita senza banalità.
nO a me piace soprattutto qui : “noi lì e il gesto ovunque,
noi dispersi nelle supreme tensioni dell’estate,
noi tra le ossa e l’essenza della terra.” °/° complimenti…
Un maestro, il mio!