Karen Press

Karen-Press

 

Lui la cerca

Quando tutti se ne furono andati, lui ritornò sul posto,
s’inginocchiò sulla sabbia, e prese a scavare
per tirarla fuori.

Scavo più profondo della vanga di un becchino,
dentro la sabbia viva fino alle ascelle,
ma solo piccoli granchi bianchi gli corsero tra le dita.

Andò avanti, scavando con le mani
per quanto è lunga la laguna, piangendola,
spaccando la terra a pezzi.

Lei gli sfiora l’orecchio col respiro, lo chiama:
alza gli occhi, alza gli occhi. Sto volando sulla scia
delle ali dell’acchiappamiele dal petto smeraldino,
guarda in alto, amore mio, sono subito fuggita.

Lui non sentì nulla, scavandosi nel cuore:
lei aspetta che lui alzi gli occhi.
Questo è il tuo pezzo di mondo

Questo è il tuo pezzo di mondo
dolore di cane, dolore di gatto, pioggia su una finestra chiusa
e una fame uggiolante che ti cresce dentro
e non ti lascia.

È qui che soffre il tuo cuore
da persona normale, è qui che scopri
che il mondo si fa grigio quando ci sei catapultato dentro,
e che ogni giorno di nuovo devi andare al tuo funerale.

Ogni tanto questo ti tocca,
questa mancanza, questo implorare qualcosa
e sentire dire “no”.

Ogni tanto devi uscire nella gelida notte,
emettere suoni privi di ritmo
e sdraiarti in mezzo a loro, come una persona vera
senza riparo.

 

Pietre per le mie tasche (Donzelli, 2012), trad. it. Paola Splendore

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