Luca Pizzolitto

Notte di dicembre

Da dove vieni
e dove stai andando
con quel sorriso
madreperla che rischiara
la notte e affondi
le labbra in un bicchiere
rosa socchiudi gli occhi
respiri come se il mondo
non avesse mai pace.

L’amore si rompe
sotto un cielo di stelle,
non trovo parole.

Vorrei stringerti ancora
e danzare sentendo
il profumo del collo
sapere il tuo nome.
Vorrei parlarti di me
delle solitudini al mattino
le notti gravide di attese
gli anni brina che
si sciolgono in pochi istanti
o in un bacio rubato
alle stelle, stanotte.

Da dove vieni
e dove stai andando,
la musica soffoca pensieri.
Resto seduto vicino
al banco di luci al neon,
osservando te che
ti volti di spalle e
come una piuma
scivoli giù.

 

Il silenzio necessario (Transeuropa, 2017)

William Faulkner

faulkner_photo_by_Carl_van_Vechten
December: To Elise

Where has flown the spring we knew together?
Barren are the boughs of yesteryear;
But I have seen your hands take wintry weather
And smoothe the rain from it, and leave it fair.

If from sleep’s tree these brown and sorry leaves,
If but regret could drown when springs depart,
No more would be each day that drips and grieves
A bare and bitter year within my heart.

In my heart’s winter you were budding tree,
And spring seemed all the sweeter, being late;
You the wind that brought the spring to be
Within a garden that was desolate.

You were all the spring, and May and June
Greened brighter in your flesh, but now is dull
The year with rain, and dead the sun and moon,
And all the world is dark, O beautiful.

 

*

 

Dicembre: A Elise

Dove si è involata la primavera che insieme conoscemmo?
Spogli sono i rami dello scorso anno; ma uno dei tuoi diti
io l’ho visto posarsi sui rigori dell’inverno
e mondarli della pioggia, e farli miti.

Se solo dall’albero del sonno le brune foglie dolenti,
se il rimpianto andasse a fondo con la primavera che muore
ogni giorno che goccia e duole non sarebbe più
un intero anno amaro e spoglio nel mio cuore.

Nell’inverno del mio cuore sei stata l’albero fiorito,
assai più dolce parve la primavera perché tardiva;
sei il vento che soffiò la primavera
in un giardino in rovina.

Sei stata la primavera intera, e maggio e giugno
nella tua carne germogliavano più splendidi, ma oppresso
è l’anno della pioggia ora e morti sole e luna,
e l’intero mondo è buio, O bellissima.

 

Poesie del Mississippi (transeuropa, 2012), trad. it. V. Bianconi

Azzurra D’Agostino

azzurra d'agostino

 

Il buio riempie le conchiglie,
unisce i grani della sabbia chiude
gli occhi docili dei cormorani.
Stanno a galla le stelle nell’acqua nera
stropicciate nelle pozze, negli scoli.
Abitare qui è fatica. La fragile domanda,
lo scuro. Tutto questo è fatica.
Nel durissimo del nome solo ci è concesso
di stare. Non distogliere lo sguardo.
Attendere. Non muoversi. Non cercare.

 

da D’aria sottile (Transeuropa, 2011)