Franca Mancinelli

franca mancinelli 1

 

Le tasche finte non le sopporti. Il loro assomigliare così tanto a quelle vere. Lì, sul petto, o nei calzoni, all’apparenza, a forma di. Ingannano fino all’ultimo, quando ti accorgi che non possono, non sono fatte per lasciare entrare nulla. Non ci credi, ritenti, pensi siano molto piccole, poco capienti, ma senti bene la cucitura, come respinge: non puoi, proprio non puoi. Devi portarti addosso questa disonestà, questa nascosta mancanza che irretisce anche i tuoi gesti, i tuoi modi di fare. Anche tu come loro, anche tu.

 

© Inedito di Franca Mancinelli da Tasche finte

Franca Mancinelli

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L’anziana che abita nel palazzo vicino esce ogni tanto in balcone: spazza, stende i panni sul filo, li raccoglie, annaffia due vasi. Quando partirà, lascerà uno spazio pulito, ordinato, che ha preso la forma della sua vita. Semplici gesti che ripete ogni giorno, ribadendo il confine tra la propria presenza e la propria assenza. Quella precisione istintiva, sensata, mi guida per brevi sequenze che mi permettono di spostare la polvere, di cambiare posto alle cose. E rimettendo ordine alle stanze mi sembra che nella mente si apra un luogo chiaro: come riemergendo da una nebbia, lentamente prendo posto, sono dove sono, qui, in questa coordinata dello spazio.

 

© Inedito di Franca Mancinelli da Tasche finte

Franca Mancinelli

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In giardino le auto dei grandi restano aperte, a volte con la chiave inserita nel cruscotto. Puoi entrare e sederti nel posto di guida, portare tuo fratello nel sedile di fianco, gli amici dietro, oppure partire da solo, e andare andare, girando il volante alle curve, un po’ a destra e un po’ a sinistra, premendo il pedale del freno o dell’acceleratore, guardando dallo specchietto quello che resta alle spalle. E andare, andare, andare, di fronte una stessa immagine ferma: le foglie del tiglio che si aprono nella luce, i piccoli occhi rotondi dei cocoriti in gabbia.

È stato anche un sogno. Un grande che parcheggia in fretta, scende dall’auto a comprare qualcosa. Ti lascia lì, di fronte al negozio, le chiavi inserite. E l’auto va per la strada, sfiora marciapiedi e persone, come in una pericolosa discesa prende velocità, va come un fiume nel suo letto, sbanda in anse, curve; tu guidi e non guidi, sei innocente e colpevole, sei stato tu a farla partire, è partita da sola.

 

© Inedito di Franca Mancinelli da Tasche finte