Patrizia Villani


L’azzurro intenso e il bianco della spuma,
l’arancio caldo e bruciato delle rocce –
viene da una California di emozioni
il tuo balsamo per gli occhi stanchi
arsi dal luciferino blu ferrigno di Manhattan
in un giorno di pioggia fredda e tesa,
spazi di cielo color cenere che si allargano
con ostinazione fra lo sgarbo dei palazzi
di mille vetri e piani, incombenti
su questo destino occidentale.

In queste strade gli amici
sempre fraterni di carta e penna
assistono l’anima inquieta tra la folla,
mite marionetta di vecchi sogni illividiti,
l’impeto visionario di versi condivisi
senza sforzo la solleva in alto
dalla pagina bianca, le mostra ponti
e dighe, percorsi di grandi mappe dettagliate,
poi il cuore di un continente
fino al vasto sperone di roccia solitario
dove si acquieta infine quella sete
per le promesse dolci della sera
nella luce sospesa e definita
del tramonto, in un crepuscolo
denso preludio dell’inizio
che attende la seduzione della notte.

 

Sulle tracce dell’America (Moretti & Vitali, 2016)