Stefano Modeo

Tornare

Il mare inchiodato da pali di castagno,
la coda delle auto, l’azzurro del mattino
invalidano l’attenzione, esaltano
la tua inadeguatezza, la tua esitazione.
Accorgersi di non sapere nulla
di queste vite che sono restate,
di quelli che vivono sulle spine
in mezzo agli sguardi di tutti.
E tra le mura cercare il capo d’un filo
da stringere, dove anche un passante
vale qualcosa a condannare sé stessi.
La città torna a illuminarsi d’inganni,
fine dell’esitazione: «Dove sei stato,
da cosa sei scappato in questi anni?»

Partire da qui (Interno Poesia Editore, 2024)

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Pasquale Pinto


Ho un cuore dalla rilegatura antica
che cerca la sua polvere in una pagina.
Ma forse ho solo parole
per dare ad ogni morto il suo nome.
Mi salvarono talvolta le tue mani
che da sole bastavano
a sorreggere il piombo dei tramonti.
Io parlo
per tutte le foglie cadute sulla terra
per tutto il sangue sceso nei chiusini
e per tutti i morti
che si lamentano dell’urina nelle mani.

La terra di ferro e altre poesie (Marcos y Marcos, 2023), a cura di Stefano Modeo

Stefano Modeo


Quando è andato via
ha portato con sé un coltello
con cui apriva la pancia dei pesci.
Lo tiene in tasca, ogni tanto
lo apre e lo chiude in un gesto.
Vorrebbe infilzarlo in un tronco,
abbandonarlo nel legno, ma
sulla lama c’è ancora il sangue,
il biancore del sale, del mare
e una vena cruda di nostalgia
che gli apre nel palmo una ferita.

Inedito