Jan Skácel

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesia

Abbiamo silenzio come i bimbi freddo
non si sa quando tanto tempo fa
rimandiamo accampando molte scuse
e troveremo scuse ancora a lungo

Siamo come un punto scucito al buio
e quanto non sappiamo e che promesse

Siamo pioggia rivolta verso l’alto
Siamo al rovescio nell’istante in cui
la verità è un dito sulle labbra.

 

Il colore del silenzio. Poesie 1957-1989 (Metauro, 2004), trad. it. A. Cosentino

Carmen Yánez

Carmen Yánez

 

Silenzio

Quando si negano le parole
e non danza il verbo
sul polline della terra,
questo è il silenzio.

Come se la morte
intrappolasse i suoni
nella sua oscura confraternita.

Allora sono solita chiamarlo
e condividere i suoi muti cenni di trincea.

Sono la convitata di pietra
nel suo taciturno territorio
e lì faccio nidi di parole
in cui depongo le uova.

Paesaggio di luna fredda (Guanda, 1998), trad. it. R. Bovaia

Chiara De Luca

chiara de luca

 

Erano tanti ed erano nel vento

stretti l’uno all’altro e frusciavano voci
brulicavano nel legno fresco gli insetti,

le cavità del tronco inghiottivano voraci
creature, minuscoli punti senza sole;

si aprivano ali dai rami più alti
dilatando il bianco delle assenze
in trasparenze di nuvole disperse,

spiccando sfrecciavano fino a svanire;

s’impigliava nel folto la luce e spioveva
mulinando liberata fino alle radici
nel punto in cui svanivano scavando
tunnel per tuffarsi nel terreno,

fino all’istante in cui secca la linfa
e inverna fino al cielo la corteccia,

fino all’istante in cui tutto ghiaccia
tumula i rami nel cielo della notte;

un silenzio di senso precipita le vette
come immobili si lasciano le foglie

dalla nudità esposta alle stagioni
cede il vento e abbandona la luce
al volo inverso che sposa alle radici

 

© Inedito di Chiara De Luca

Giovanni Testori

Immagine

Da me la sola passione
puoi imparare.
Dal mondo impara
tutto l’arco del sole
e lo splendore,
la grandezza dei gesti
in che consiste crescere,
impara dalle madri
il silenzio provvido
gentile,
dalle tombe la morte,
e dal morire d’ogni giorno
l’esame impara a svolgere.
Medita quando l’ombra
ti cade d’ogni sera
sulla fronte:
è passato, mio amore,
un altro giorno.

 

Per Sempre (Feltrinelli, 1970)