Seamus Heaney

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The Milk Factory

Scuts of froth swirled from the discharge pipe.
We halted on the other bank and watched
A milky water run from the pierced side
Of milk itself, the crock of its substance spilt
Across white limbo floors where shift-workers
Waded round the clock, and the factory
Kept its distance like a bright-decked star ship.

There we go, soft-eyed calves of the dew,
Astonished and assumed into florescence.

 

*

 

La centrale del latte

Code di schiuma sgorgavano dal condotto di scarico.
Ci siamo fermati sull’altro lato per guardare
Un’acqua lattea scorrere da un fianco perforato
Del latte stesso, il vaso della sua sostanza versato
Sul limbo bianco dei pavimenti dove i turnisti
Si muovevano a guado giorno e notte, e la centrale
Si teneva a distanza come un’astronave dai ponti lucenti.

E siamo qui, vitelli rugiadosi dai dolci occhi,
Attoniti e assunti dentro la fluorescenza.

 

La lanterna di biancospino (Guanda, 2015) a cura di F. Romana Paci

Seamus Heaney

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Seguace

Mio padre lavorava con l’aratro a cavalli,
Le spalle arrotondate una vela spiegata
Tra le stegole e il solco.
I cavalli tiravano al suo schiocco di lingua.

Un esperto. Metteva in posizione il versoio
E inseriva la punta d’acciaio del vomere lucente.
Rotolava di lato la zolla senza rompersi.
In capo alla striscia, una sola tirata

Di redini, la pariglia sudata si girava
Tornava indietro nel campo. Lui stringeva
L’occhio e squadrava il terreno,
E faceva una mappa esatta del solco.

Io caracollavo nella sua scia chiodata,
Cadevo qualche volta sulla lucida zolla;
Ogni tanto mi portava a cavalcioni in spalla
E andavo su e giù con il suo passo.

Volevo diventar grande per saper arare,
Chiudere l’occhio, irrigidire il braccio.
Tutto quel che ho mai fatto era seguirlo
In giro per la fattoria nella sua grande ombra.

Ero un fastidio, inciampavo, cadevo in terra,
Mugolavo continuamente. Ma oggi
È mio padre che continua a barcollarmi
Dietro, e non se ne vuole andare.

 

Portami ancora per mano. Poesie per il padre (Crocetti, 2001)