Derek Walcott

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Archipelagoes

At the end of this sentence, rain will begin.
At the rain’s edge, a sail.

Slowly the sail will lose sight of islands;
into a mist will go the belief in harbours
of an entire race.

The ten-years war is finished.
Helen’s hair, a grey cloud.
Troy, a white ashpit
by the drizzling sea

The drizzle tighten like the strings of a harp.
A man with clouded eyes picks up the rain
and plucks the first line of the Odyssey.

 

*

 

Arcipelaghi

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea.

 

Mappa del nuovo mondo (Adelphi, 1992), trad. it. B. Bianchi, G. Forti, R. Mussapi

Derek Walcott

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E un giorno, all’ombra delle acacie sulla spiaggia,
scorsi nella luce di mezzodì la parodia del levriero

di Tiepolo che non esigeva ricerca e lì, a suo agio
sull’erba sbiancata dal sale, non era ancora stato dipinto.

Avevo già visto levrieri sgranchirsi al guinzaglio,
le membra tese sugli arazzi della primavera;

ma ora avevo trovato, nell’azzurro della spiaggia,
questa cosa barcollante, abbandonata, senza casa.

E lei pianse, mossa a pietà. Non era
un cagnolino coccolato nella cuccia di raso,

né il bastardino di Goya che ti scruta
da una crepa dell’abisso infernale del Prado,

ma un cane scosso dal terrore,
insicuro di tutto, anche della sua ombra.

La pancia gonfia tremava per il bruciore
della fame; lei lo prese in braccio con un gemito;

questa era l’eredità del bastardino, non l’affresco grandioso,
ma disprezzo, abbandono, e forse abbastanza

speranza e amore da aiutarlo a vivere
come tutta la sua specie, e carità, e affetto;

l’abbiamo portato al villaggio perché sopravvivesse
come sopravvissero i miei antenati. Ecco il levriero.

 

Il levriero di Tiepolo (Adelphi, 2005), trad. it. Andrea Molesini