Moniza Alvi


I WOULD LIKE TO BE A DOT IN A PAINTING BY MIRO

I would like to be a dot in a painting by Miro.

Barely distinguishable from other dots,
it’s true, but quite uniquely placed.
And from my dark centre

I’d survey the beauty of the linescape
and wonder — would it be worthwhile
to roll myself towards the lemon stripe,

Centrally poised, and push my curves
against its edge, to get myself
a little extra attention?

But it’s fine where I am.
I’ll never make out what’s going on
around me, and that’s the joy of it.

The fact that I’m not a perfect circle
makes me more interesting in this world.
People will stare forever —

Even the most unemotional get excited.
So here I am, on the edge of animation,
a dream, a dance, a fantastic construction,

A child’s adventure.
And nothing in this tawny sky
can get too close, or move too far away.

 

*

 

VORREI ESSERE UN PUNTO IN UN QUADRO DI MIRÓ

Vorrei essere un punto in un quadro di Miró

appena distinguibile da altri punti,
certo, ma disposto in modo del tutto unico.
E dal mio oscuro centro

contemplerei la bellezza dell’orizzonte
chiedendomi se valga la pena di
rotolare verso la striscia color limone,

posata centralmente, e di spingere le mie curve
contro il suo bordo, per attrarre su di me
un po’ d’attenzione.

Ma sto bene dove sono.
Non capirò mai del tutto quel che avviene
intorno a me, ma è proprio questo il bello.

Il fatto che non sono un cerchio perfetto
mi rende più interessante a questo mondo.
La gente mi guarderà per sempre

e anche i più insensibili si emozioneranno.
Eccomi qui, sul punto di animarmi,
un sogno, una danza, una costruzione fantastica,

l’avventura di un bimbo.
E niente in questo cielo fulvo
può avvicinarsi troppo, o andarsene troppo lontano.

 

L’India dell’anima (Le Lettere, 2006), trad. it. Andrea Sirotti