Yan Li

yan li

Canzone dell’eroe

Tutti i pericoli di fronte a lui non possono diventare la sua tomba
ed è un caso che ciò non possa diventare satira.
Continua a vivere anche perché i suoi genitori sono ancora giovani.
Il cimitero che egli elogia irritato dalla società
oggi accerchia il suo letto.
Vorrebbe toccare perfino il mezzogiorno.
È così che si strangolano gli incubi
ma il suo ruggito continua a sbattere sul muro
e appena la sua finestra apre bocca
ecco che
tutti i mobili vengono sputati fuori da questa casa.
Ama così intensamente questa società da non volere muri.
Tutte le tombe di fronte a lui non possono costituire un pericolo
non può che disperarsi
ha sopportato giorni fin troppo pacifici a oltre cento miglia all’ora
non fa più in tempo a frenare
i suoi occhi irritati dalla tempesta si chiudono.
Nell’oscurità del realismo
ha visto nell’incubo una fila di insonni impiccati ai tralicci
ha deciso di erigere una stele alle decine di nazioni mano nella mano
unite ai piedi del denaro
sente di non aver più bisogno di mettersi le scarpe
perché a bordo del suo letto può raggiungere i confini di cielo e mare.

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), a cura di C. Pozzana

Bei Dao

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Arte poetica

Di quell’enorme dimora cui appartengo
resta solo il tavolo, intorno
sterminate paludi
il chiarore lunare mi illumina da angoli diversi
il sogno dalla fragile ossatura sta lì come sempre
in lontananza, come un’impalcatura non ancora smantellata
e ci sono impronte di fango sulla pagina bianca
quella volta allevata per tanti anni
agitando la coda fiammeggiante
mi loda, mi ferisce

e poi, certo, ci sei tu, seduto di fronte a me
le scintille azzurro cielo che ostenti nel palmo
diventano legno secco, si trasformano in cenere

 

Speranza fredda (Einaudi, 2003)

Xiao Kaiyu

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Domenica pomeriggio

I bambini lasciati i grandi salgono sulla funivia,
la carrozza scivola veloce, strillano con voci acute,
i loro insulti volano allegramente verso gli adulti, volano verso
il solido portone che difende l’emozionante gioco.

La moglie vestita alla moda siede accanto al giovane marito,
ignara che lui cammina circospetto
sull’acqua, lui sente il peso del corpo quasi aumentare,
ultimamente stanno aumentando tutte le responsabilità.

Un sorriso felice lampeggia sul suo volto,
esce dal parco in mezzo a loro, si accendono i lampioni,
bianchi fiori d’oleandro si aprono alla loro luce, quando
salgono sull’autobus, lui pigramente cade addormentato.

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), a cura di C. Pozzana

Yang Lian

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Preistoria

i giorni strappano via le maschere dei giorni che altro resta?
la balia che ti batte sulla spalla
è come sempre il cielo pieno di desiderio omicida

la finestra più antica dei denti di squalo
quando viene perduta guarda al mare
una lingua blu lecca risoluta la guida di viaggio
tanto eccitata che la carne sulla spiaggia è tutta nuda
nell’ardore la morte sta accelerando

una brezza può scuotere questo mondo
il vento dell’ultimo giorno chi è l’ultimo bambino rimasto?
ogni volto nasconde roccia dietro al volto
proprio nella preistoria ricorrono carestie nutrite da due mani

la polvere del mare vola
in piedi sulle gambe dei ragni
un albero splendente è carico di esche di fiori
seduce chi da millenni è sedotto
tu

 

Dove si ferma il mare (Damocle, 2016), trad. it. C. Pozzana

Xu Lizhi

xu

Una sorta di profezia

I vecchi del paese dicono
che somiglio a mio nonno da giovane
a me non pareva ma a forza di sentirmelo dire
me ne sono convinto

Quasi provenissimo dallo stesso grembo
mio nonno ed io abbiamo in comune
l’espressione del viso, il temperamento, le passioni

I vecchi avevano soprannominato lui “canna di bamboo”
e me “attaccapanni”

Lui spesso mascherava i suoi pensieri
e io spesso sono perfino ossequioso

A lui piaceva tirare a indovinare
io credo nelle premonizioni

Nell’autunno del 1943
i diavoli giapponesi ci invasero
e lo bruciarono vivo

Aveva 23 anni,

Quest’anno
anche io compio 23 anni

 

Mangime per le macchine (Ist. Onorato Damen, 2016), trad. it. A. Lavecchia

Zhu Zhu

zhu zhu interno poesia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guidando verso un altro pianeta

Questa città non cambia da due secoli
avanza a fatica da lontano, per penetrare la notte.
Le rotaie mani che picchiano sulla terra
sterzano decise come un autista che ritrova la memoria.

Un uomo è volato via dal suo corpo
il treno entra in stazione. Vedo che il treno è una serie di finestre,
legate con ferro più resistente della corda
il vento affoga gli uomini nel vapore del sole.

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. C. Pozzana, A. Russo

Chu Tzu-ch’ing

Chu Tzu-ch'ing

 

Notte in riva al fiume

Silenzioso tetto nel cielo,
guizzi di raggi di luce,
fiume che scorre nel buio,
rive bordate da salici.
I salici si tendono ai salici
come a voler darsi la mano
o a discorrere dei segreti del fiume.
I salici si piegano al fiume,
il fiume ne riflette le ombre.
Sono salici le ombre dei salici
o immagini del loro essere?
Le luci delle rive
si infiltrano nei vuoti tra i rami
sull’acqua creano striscie diverse
là chiare là scure
come all’alba tra le nubi di oriente.
I pochi riflessi chiari svelano il fiume
e la malinconia del suo corso nel buio.

 

Poesia cinese moderna (Editori Riuniti, 1962), trad. it. R. Pisu

Kuo Mo-jo

Ku Mo-jo

 

Dichiarazione di poesia

Ascoltami, io sono franco e schietto,
io non voglio paludarmi di nessun ornamento.
Io amo operai e contadini,
i loro piedi nudi, i loro corpi svestiti.

Anche io a piedi nudi, svestito,
guardo con odio alla classe dei ricchi.
Sono belli i ricchi, amano il bello,
sul loro corpo sete, profumi e gioielli.

La mia poesia è la mia benedizione
di appartenenza al proletariato;
ma mi sento ancora debole,
è necessario che mi fortifichi.

Forse perché da poco sono guarito,
il mio spirito non ha il vigore di un tempo.
Ma io spero che verrà il giorno,
in cui urlerò come vento di tempesta.

 

da Poesia cinese moderna (Editori Riuniti, 1962), trad. it. R. Pisu

Gu Cheng

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La terra è curva

La terra è curva
non riesco a vederti
riesco solo a vedere lontano
il cielo azzurro sul tuo cuore

Azzurro? Azzurro
quell’azzurro è la lingua
vorrei far sentire al mondo la gioia
ma il sorriso gela ai lati della bocca

Oppure dammi una nuvola
per spezzare le ore soleggiate
i miei occhi han bisogno di lacrime
il mio sole ha bisogno di sonno

 

da Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. Claudia Pozzana e Alessandro Russo.

Bei Dao

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Dormi valle

Dormi, valle
presto con la nebbia azzurra copri il cielo
e gli occhi pallidi dei gigli selvatici
dormi, valle
presto coi passi della pioggia insegui il vento
e l’inquieto grido del cuculo

Dormi, valle
noi ci nascondiamo qui
come in un sogno millenario
il tempo non scivola più sulle foglie d’erba
il pendolo del sole fermo dietro le nubi
non alterna più tramonti e aurore

Boschi roteanti
scagliano innumerevoli pigne dure
proteggendo due file di orme
la nostra infanzia assieme alle stagioni
ha camminato per quel sentiero ricurvo
dove il polline inonda i cespugli di rovi

Ah, che quiete
le pietre lanciate non hanno eco
forse tu stai cercando qualcosa
– da cuore a cuore
un arcobaleno si alza silenzioso
– da occhio a occhio

Dormi, valle
dormi, vento
valle, dormi nella nebbia azzurra
vento, dormi nelle nostre mani

 

da Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. Claudia Pozzana e Alessandro Russo.