William Cliff

William_Cliff

 

Malinconia
(su un disegno di Fréderic Pajak)

quando ero bambino solitario in campagna
e il cielo aperto mi cadeva sulla testa
e il mare intorno mormorava per venire
a rinchiudermi in una putrida marea

quando in calzoncini sporchi e ridicoli
mostravo le mie ginocchia storte ed ero
un insetto perso nell’umore infinito
degli adulti cattivi che bestemmiavano

allora mi fermavo un momento in spiaggia
e con la mano mi coprivo la faccia per
non vedere l’orrore di esser nato in terra
e aspettare sempre che rispunti il sole

 

Poesie scelte (Fermenti, 2015), a cura di F. Bajec

Ben Cami

ben cami

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così siedono i pescatori nel mezzo del giorno rotondo
E il giorno rotea con sussurro di canne
E canto e clamore di uccelli
Ancora sopra di loro, la luce del sole negli occhi,
La calura del sole sopra il berretto, il caldo della sera
Sulla schiena. Le gallinelle d’acqua
Battibeccano tra le canne, le anatre
Costruiscono un esemplare lungo arco
Intorno ai galleggianti.

Un acquazzone
Che non si decide ancora
Si annuncia sopra la Mosa
Come una colomba grigia
E nel preciso momento in cui si aprono gli ombrelli
Fa picchiettare le sue gocciole
Sulle tese tele azzurre, le gocce
Fanno delle piccole bolle d’acqua argentee sull’acqua,
I galleggianti ballano
E i pesci,
Sotto quell’incomprensibile fracasso
Sul loro tetto luccicante, si rifugiano
Contro le radici delle canne.

 

Dittico Nordico (Bohumil, 2007), trad. it. J. Robaey