Czesław Miłosz


Non sa di brillare
Non sa di volare
Non sa di essere questo e non quello.

E come sempre più spesso a bocca aperta,
Con la Gauloise che si spegne,
Davanti a un bicchiere di vino rosso,
Penso a cosa significhi essere questo e non quello.

Quando avevo vent’anni era lo stesso.
Allora però con la speranza di essere tutto,
Forse anche farfalla e merlo, per sortilegio.
Ora vedo le strade polverose del circondario
E la cittadina dove l’impiegato delle poste si ubriaca ogni giorno
Per il rammarico di essere identico solo con sé.

E se a rinchiudermi fossero soltanto le stelle
E se le cose stessero semplicemente così,
Che ci sono il così detto mondo e il così detto corpo.
Se volessi essere non contraddittorio. Ma no.

 

 

Poesie (Adelphi, 1983), a cura di Pietro Marchesani

Rainer Malkowski

Rainer Malkowski

 

Santuario abbandonato

Questa piazza, ampia abbastanza
per dieci o dodici autobus:
adesso
ricoperta di foglie morte.
Nella canonica, dall’altra parte,
una mano carnosa alla tendina.
Cosa pensare di un supplice
fuori stagione?
La porta ricoperta di borchie in ferro
si richiude esitante;
insicuro per la quantità
di silenzio, che mi s’impone.
Chissà se Dio crede in me?
Conto le piastrelle rombiche
nella navata centrale.
Ci vuole veramente tanto
fino ai volti dei santi
e al drappo dell’altare, che irrigidito
dal freddo
sta ritto intorno al blocco di marmo.

Poesie (Le Lettere, 2014), trad. it. G. Chiellino