Maria Grazia Calandrone

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per alba

l’anima mia è un dio umano,
un uccello d’altura
che ogni notte nidifica nel chiaro
del tuo petto
come un endecasillabo perfetto

(cosa) bianca e copiosa, ala sottile – rosa
e roveto, cenere – parva
tra stelle profuse,
bianco sangue
di spugna tubolare
nel bianco planetario, bianca tigre
seduta ai bordi della bianca strada senza dolore

l’anima mia cresce dalle tue ossa
come una rosa da una lingua viva
– a stille,
a emorragia
– dal tuo alfabeto
inimmaginabile

ma è da questo corpo,
dalla sua silenziosa mietitura
che viene il verbo,
questo pane assoluto
che ti offro, questa bellezza
viva, fatta per te

 

Serie fossile (Crocetti, 2015)