Günter Herburger

Günter Herburger

Amore

È stato bello tesoro mio,
ora sei a nanna,
niente più avanti e indietro,
quasi hai smesso di strillare,
ecco l’altro cuscino, in braccio
l’orsacchiotto,
ma poi li scagli
tutti e due verso la finestra
che non si può aprire,
e io te li riporto,
succede varie volte,
ma quando ti bacio,
accarezzo i tuoi corti capelli grigi,
sono appena passati vent’anni
dalla prima volta,
allora ti fai immota,
non vuoi più strozzare
i bambini, te oppure me,
ti ritrovi almeno
nel piccolo vano chiuso
senza tavolo e senza sedie,
chiedi dell’acqua
ma basta
che tu pianga
stilla dopo stilla
giù dal volto
fino alla bocca,
da cui non mi separo.

 

Nuovi poeti tedeschi (Einaudi, 1994), trad. it. A. Chiarloni

Erich Fried

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Macerie

Il poeta Osip Mandel’štam fu visto l’ultima volta
in un campo di smistamento prigionieri
presso Vladivostok nel dicembre del trentotto
mentre cercava resti commestibili in un
cumulo di immondizie. Morì prima ancora che finisse l’anno

I suoi assassini a quei tempi amavano parlare
del “cumulo di macerie della storia
sopra il quale
sarà gettato il nemico”

E dunque questo era il nemico: il poeta in fin di vita
e questo il cumulo di macerie (come già disse Lenin:
“La verità è concreta”) Se l’umanità avrà fortuna
gli archeologi delle macerie della storia porteranno alla luce
ancora qualcosa della nostalgia di una cultura universale
Se l’umanità avrà ancora fortuna saranno uomini
gli archeologi sulle macerie della storia

 

Nuovi poeti tedeschi (Einaudi, 1994), trad. it. A. Chiarloni