Lucille Clifton

lucille clifton

poesia per il mio utero

tu utero
sei stato paziente
come un calzino
mentre facevo scivolare dentro te
i miei figli vivi e quelli morti
adesso
ti vogliono tagliare via
calza di cui non avrò bisogno
dove sto andando
andando dove
vecchia ragazza
senza di te
utero
mia impronta insanguinata
mia cugina d’estrogeno
mia nera borsa di desiderio
dove posso andare
scalza
senza di te
dove puoi andare tu
senza di me

 

Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Biagini

Galway Kinnell

Galway-Kinnell-1200

 

Aspetta

Aspetta, per adesso.
Diffida di tutto se devi.
Ma fidati delle ore. Non ti hanno forse
portato ovunque, fino a adesso?
Eventi personali si faranno nuovamente interessanti.
I capelli si faranno interessanti.
Il dolore si farà interessante.
Le gemme che si schiudono fuori stagione si faranno interessanti.
Guanti usati si faranno nuovamente graziosi;
le loro memorie sono ciò che dà loro
il bisogno di altre mani. La desolazione
degli amanti è la stessa: quell’immenso vuoto
ricavato da esseri così piccoli quali noi siamo
chiede di essere riempito; il bisogno
del nuovo amore è fedeltà al vecchio.

Aspetta.
Non andare troppo presto.
Sei stanco. Ma tutti sono stanchi.
Ma nessuno è stanco abbastanza.
Aspetta solo un po’ e ascolta:
musica di capelli,
musica di dolore,
musica di telai che intessono di nuovo i nostri amori.
Sii lì per sentirla, sarà la sola volta,
più di tutto per sentire la tua esistenza intera,
ripetuta dalle pene, recitare se stessa fino al completo esurimento.

 

da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Biagini

Louise Glück

Louise-Gluck

 

Legge non scritta

Interessante come ci innamoriamo:
nel mio caso, in modo assoluto.
In modo assoluto e, ahimè, spesso –
così era nella mia gioventù.
E sempre con uomini piuttosto giovanili –
immaturi, imbronciati, o che prendono timidamente a calci foglie morte:
alla maniera di Balanchine.
Né li vedevo come ripetizioni della stessa cosa.
Io, con il mio inflessibile platonismo,
il mio fiero vedere solo una cosa alla volta:
ho decretato contro l’articolo indefinito.
Eppure, gli errori della mia gioventù
mi rendevano senza speranza, perché si ripetevano
come è di solito vero.
Ma in te sentii qualcosa oltre l’archetipo –
una vera espansività, un’esuberanza e amore della terra
profondamente estranei alla mia natura. A mio merito,
benedissi la mia buona fortuna per te.
La benedissi in modo assoluto, alla maniera di quegli anni.
E tu nella tua saggezza e crudeltà
mi hai gradualmente insegnato l’assenza di senso di quel termine.

 

da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Biagini

Lucille Clifton

lucille clifton

 

1994

stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando un pollice di ghiaccio
si è impresso vicino al mio cuore

tu hai la tua storia
sai della paura, delle lacrime
della cicatrice d’incredulità

sai che le bugie più tristi
sono quelle che diciamo a noi stessi
lo sai quanto sia pericoloso

essere nate col seno
sai quanto sia pericoloso
indossare una pelle nera

stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando mi risvegliai nell’inverno
di un corpo freddo e mortale

sottili ghiaccioli sporgevano
da quel pazzo capezzolo piangendo

non siamo forse stati bravi bambini
non abbiamo forse ereditato la terra

ma tutto questo tu devi già saperlo
dalla tua stessa vita tremante

 

Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. Elisa Biagini

Robert Pinsky

robert-pinsky

 

Esilio

Ogni pochi anni ti trasferisci
da una città a un’altra
come per compiere questo rituale.
Quadri da sistemare e mobili,

scatole di libri da mettere sullo scaffale –
e qui, avvolte in giornali,
segni di memoria mortale, tesoro
di una vita dissotterrata;

miele torbido, attacchi
di disperazione e passione,
notti buone e cattive,
giorni di piccole vittorie e cicatrici

dal sapore di argento e ferro.
Contatto, perdita, grida, artifici,
gesti, sospiri,
violenza disperata della sensazione

come pioggia che flagella una finestra –
poi un colpo di luce, il corpo accecato
non puoi dire se da
risarcimento o disastro,

schiarito da lacrime e tuono.
Adesso cominci. Per un istante
tutto ti assicura
che il lungo esilio è finito.

 
Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. Elisa Biagini

Sharon Olds

sharon-olds

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi atti

Vorrei poter lavare il viso di mio padre,
prendere del cotone dallo sporco della terra
e passarlo sul suo viso così che quei giri
lecchino in profondità i pori prima che lui muoia. Voglio
essere in lui, come fui un tempo dentro di lui,
viaggiando nelle sue palle il giorno prima che mi plasmasse –
mi trasporta facilmente sulle sue lunghe gambe su per le
colline di San Francisco in tempo di guerra, io sono
là tra le sue gambe dove appartengo,
sono la sua carne, mi può amare senza
riserve, io sarò il suo piacere.
Adesso voglio sentire, nel ruotare
del panno, i contorni della sua pelle butterata,
voglio lavarlo, nel modo in cui strofinerei
a fondo le facce delle mie bambole
prima di ogni grande cerimonia.

 

da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. Elisa Biagini.