Fabrizio Cavallaro


Il paese delle cose amate
tenue, che non traballa
ai colpi di vento
o di tosse. È un futuro
di mese in mese,
giorno che discopre
ciò che la notte solleva.

*

Steso sul divano
arreso – il divano
non lui – al peso
di quel corpo
mitico indifeso
vilipeso
ai baci.

*

Vedo tutto farsi aria
aria le mani, le dita
aria le carezze
il bosco, il recinto
regni intoccabili
in cui chiudi i pensieri
e ne fai rami appesi
al vento delle soglie.

*

Quale sarà mai l’alfabeto
delle carezze? Cosa possono
sanno dire le mani
aperte o semichiuse
sul diario della carne,
sulla copertina della pelle?

 

 

Di seconda virtù (Interno Poesia, 2017)

Sofia Fiorini

sofia fiorini
Mi si attacca dovunque la terra
mentre vengo da te e soltanto
vorrei non avere le suole,
per assicurarmi il tuo volto
potere allungare una mano;
ti prenderà come un vento sordo
questo ritornarti grato in mano
per il niente che hai dovuto
e mi ricorderai lontano
come ciglio di volpe selvaggio
sperando, avvicinarti il muso
– e il sospetto natura del bosco;
è fuori d’attitudine questo
coraggio feroce della bestia
mia più umana, talmente che
alla carezza offre la vita,
porge il nodo più chiaro d’offesa
mentre muto le spogli la gola.

 

La logica del merito (Interno Poesia, 2017)

Gaia Ginevra Giorgi

gaia ginevra giorgi interno poesia
la caduta

punto gl’ischi bianchi
li fisso alla sedia
inclino l’arco dell’anca sottile
in un lampo di lava rovescio
il fiume del tuo esserci
liquido seminale

la bocca che uso per parlare
un giardino all’inglese

io sono un albero di fine estate
di tutti i voli
preferisco la caduta

 

Manovre segrete (Interno Poesia, 2017)

© Foto di Luca Brunone

Luca Bresciani


Ho partorito senza gridare
in nome di chi ho visto morire
e che ora è un pugnale di carne
incastrato nella fame delle onde.

La mia bambina è così piccola
che sul mio seno è una coccinella
soffocata dal peso di lacrime buie
crollate da volti allevati nel sangue.

Quante volte dobbiamo ingoiare
le agili spine dell’illusione?

Quante volte nel nostro corpo
deve scavare una tana il silenzio?

E ora moriamo un’altra volta
tra queste primavere di malta
noi figli illegittimi della speranza
noi maglie nere del giro dell’urgenza.

 

© Inedito da L’elaborazione del tutto

Michela Zanarella

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Vengo a respirare

Vengo a respirare
dai tuoi confini lontani
e ci trovo tutto l’amore che non ho mai capito
io che ti ho sentito madre troppo tardi
terra impastata nella nebbia
fatta di cielo mai limpido e in lotta con il tempo.
Poso lo sguardo dove si ferma anche il vento
nella semina che sa di grano ormai maturo
e chiudo nel cuore quel colore
che ha l’odore del pane e delle stanze di casa.
Ti sento radice che indossa le mie vene
meta che ho lasciato troppo presto
sperando di trovare altrove
il senso del mio canto.
E intanto
vado con la mente dove il fiume si sveglia
in quel silenzio che cammina tra i campi
fino a sera.
E resto tra le distanze a cercare quel poco sole
sempre incerto
che mi ricorda che un giorno farò ritorno
tra i fili d’erba e le strade di polvere
dove sono stata bambina.

 

© Inedito da Le parole accanto

Anna Salvini

anna salvini interno poesia

Miracoli

Ti lascio abitare ogni angolo
della casa, far parte
di un quadro, scegliere
il film

il vaso dei fiori però
riempilo
ogni volta che puoi

l’odore sugli abiti lo tengo
stretto, lo stomaco anche
quando siedi con me
sul divano

sono piccoli miracoli le isole
che fa la vita, questo adagiarsi
di polvere e sole
che veste gli spazi, impregna
ogni singola fibra
ma non ci contiene del tutto

e non dico di te
perché sei solo tu
soltanto
la radice
che lega le lingue
tu solo conosci il nome
di tutte le stanze, il ritrarsi
del lago quando fa notte

io faccio
come se niente fosse

come la pioggia
del mio starti accanto.

 

© Inedito di Anna Salvini

© foto di Marco Rodolfo